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Padania Acque sottoscrive
il 'Patto Utilitalia' per
la diversità e l’inclusione

La diversità fa la differenza, anche in ambito lavorativo. Politiche aziendali inclusive a tutti i livelli dell’organizzazione, misure di conciliazione dei tempi vita-lavoro, gestione del merito trasparente e neutra rispetto alle diversità di genere, età, cultura; adozione di sistemi di monitoraggio dei progressi conseguiti e politiche di sensibilizzazione interne ed esterne, sono alcuni degli impegni contenuti nel Patto per la Diversity di Utilitalia, la Federazione nazionale dei servizi pubblici, sottoscritto ieri a Roma anche da Padania Acque. L’amministratore delegato di Padania Acque Alessandro Lanfranchi è intervenuto al convegno ‘All that we share. L’inclusione come risorsa’ che ha preceduto la sottoscrizione del Patto, un programma e un modello di organizzazione del lavoro per valorizzare le diverse professionalità e competenze.

“Un momento molto importante per la crescita umana e industriale di Padania Acque, che nella quotidiana attività lavorativa e aziendale promuove le diverse capacità, le peculiarità personali e professionali dei singoli lavoratori, che prima di tutto sono uomini e donne, risorse per la collettività e per la nostra azienda che eroga un servizio pubblico essenziale per la vita di tutti” ha dichiarato. “Promuovere i differenti talenti aiuta a creare l’armonia che è l’unità nella diversità”.

Primi firmatari del Patto insieme a Padania Acque sono A2A, Acea, Acqua Campania, Acqualatina, Aqp, Aimag Mirandola, Alia, Ama Roma, Amap, Amiu Genova, Asia Napoli, Asm Magenta, Cva, Gruppo Dolomiti Energia, Estra, Gruppo Cap, Hera, Iren, MM, Siciliacque, Smat, Tea Mantova, UniAcque, Veolia Italia, Veritas e Viva Servizi.

Durante il convegno, a cui sono intervenute oltre alle associate alla Federazione, la Ministra delle pari opportunità Elena Bonetti (in videoconferenza da Parigi) e realtà quali IBM Italia, Google Italy e Valore D, sono stati presentati i dati della ricerca in tema di diversity realizzata da Utilitalia-ACTA effettuato su un campione di 25 aziende di provenienze geografiche e dimensioni diverse.

Dall’indagine qualitativa è emersa una crescita della presenza femminile (che si attesta oggi al 23%), mentre il personale di origine straniera è fermo all’1,29%. Quasi tutte le aziende intervistate dispongono di un proprio sistema di welfare aziendale e, in particolare, di strumenti di flessibilità per la conciliazione dei tempi di vita con quelli lavorativi. Tra le buone politiche adottate spiccano la contaminazione di competenze (per favorire il ricambio generazionale fra i nuovi assunti e senior), la scuola dei mestieri, l’intergeneration lab, l’inserimento dei dipendenti stranieri e la lotta al digital divide. È necessario ancora compiere un ulteriore passo per rendere esteso e completo il monitoraggio sul tema e più efficace la comunicazione sui risultati.

 

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