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A Mantova nidi gratis
per tutti dal 2020, ma
Cremona è ancora lontana

Mantova fa da pionere con la decisione di farsi carico interamente delle rette degli asili nido comunali a partire dal 2020, mentre Cremona, come gli altri Comuni italiani, per ora resta a guardare. La misura varata dalla giunta dei Gonzaga – che coprirà le spese della retta a carico di tutti i bambini residenti a Mantova e frequentanti uno degli asili comunali del territorio con uno stanziamento di 250mila euro a sostegno delle famiglie e della genitorialità – già rimbalza di Comune in Comune, sollevando un polverone mediatico destinato a far discutere.

A Cremona a rispondere sul tema è stato l’assessore all’Istruzione e Risorse Umane Maura Ruggeri: “Ora non siamo in grado di intervenire azzerando completamente le rette, ma già abbiamo lavorato molto negli anni scorsi migliorando la qualità del servizio, investendo sulla mensa scolastica, sostenendo con i voucher le famiglie con Isee inferiore ai 25mila euro, anche per i bambini che frequentano nidi privati in convenzione col Comune”.

Ruggeri ribadisce che le rette degli asili cremonesi sono già basse. Anzi tra le più basse in Lombardia: in effetti se guardiamo sul portale del Comune, troviamo che per Isee tra o e 4mila euro la retta mensile a carico della famiglia è di 40 euro più 6,73 al giorno per pasto; per isee tra i 7mila e i 10mila euro 60 euro al mese con l’aggiunta poi del pasto; con Isee superiore a 25.000 la quota mensile è pari a euro 400. così come in assenza dell’indicatore della situazione economica.

“Considerato che siamo un Comune virtuoso che già spende parecchio per i nidi” ha concluso l’assessore, “che l’88% dei bambini (Isee inferiore ai 20mila euro) non paga perchè coperto dai contributi regionali della misura Nidi Gratis, che a carico del Comune ci sono ben 9 scuole dell’infanzia a gestione diretta, l’impegno sull’infanzia al momento è già al massimo. Non è escluso si possa arrivare al modello Mantova ma ci aspettiamo che sia anche il Governo a dare una mano e a fare la sua parte”.

Michela Cotelli

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Commenti
  • Mirko

    Noi cremonesi Dobbiamo spenderli meglio perché più furbi

  • Shpalman97

    I nidi del comune di Cremona forniscono un servizio straordinario a un costo attualmente ragionevole. Inseguire il delirio dell’amministrazione regionale dei nidi gratis sarebbe andare nella direzione sbagliata. Meglio piuttosto investire per aumentare il numero di nidi comunali e per controllare meglio che tutte le strutture private garantiscano servizi di qualità. Nel privato infatti esistono sicuramente strutture che lavorano in modo molto positivo ma continuano a sopravvivere anche realtà che sono poco più di un parcheggio. Oltre al problema del diffusissimo lavoro nero nel campo delle babysitter, ma questo non è un problema che il comune può affrontare da solo.

  • Marengon

    Se non si creano le condizioni affinché i genitori possano andare al lavoro affidando i propri figli a strutture qualificate e a costi ragionevoli la natalità resterà sempre bassa. Le città che investono in questa direzione attraggono giovani, le altre sono destinate a spopolarsi (con conseguente chiusura di scuole, servizi, commerci ecc.). Il punto è questo: chi paga i servizi? Se aumentano le fasce di esonero o semiesonero chi ha un reddito “normale” si trova a pagare, nel pubblico, rette più salate che nel privato e la scelta è presto fatta…