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Galimberti: 'Sbagliato togliere
la Tin, aprire confronto
serio con la Regione'

Anche il sindaco Gianluca Galimberti ha firmato la petizione contro il declassamento della Terapia Intensiva Neonatale dell’ASST di Cremona – Azienda Socio – Sanitaria Territoriale. Già oltre 3500 le firme raggiunte in poche ore, dopo l’allarme lanciato dall’ex primario Carlo Poggiani.

“Le notizie uscite – scrive il sindaco su Facebook, dopo che ieri avevano sottoscritto l’appello gli esponenti Pd Luciano Pizzetti e Matteo Piloni – suscitano molti interrogativi e sollevano problemi. I numeri non sono sufficienti per tenerla aperta. Questa è la motivazione. Se certo è comprensibile che la quantità di pazienti consenta di acquisire esperienza sufficiente per affrontare l’attività medica, tuttavia ritengo che la scelta vada ripensata, tenendo conto di quattro questioni.

Innanzitutto la preoccupazione maggiore: quale sarebbe la garanzia di tempestività di intervento e come si svilupperebbero i trasporti di bimbi prematuri e/o con gravi patologie di salute, attualmente curati nella nostra TIN? Quali sono i rischi e le eventuali responsabilità?

A quale modello di sviluppo dei territori stiamo pensando? Il modello che impoverisce i capoluoghi di province minori rispetto alle città maggiori è un modello perdente. I servizi devono essere mantenuti in tutti i capoluoghi e i servizi per la salute, e per quella dei più piccoli in particolare, sono essenziali. I capoluoghi, tutti, sono punti di riferimento di territori più ampi e i servizi alle famiglie sono garanzia di futuro. Le città maggiori non vivranno se le città accanto risulteranno indebolite e impoverite.

Ma perché alcune città in Lombardia hanno più di un servizio analogo a quello che si toglie a Cremona? Si dirà perché sono città più grosse. Ma il nostro territorio non è poi così piccolo e che cosa dice la Regione alle 350000 persone che abitano in questa zona? Può una città accettare che la Regione non riesca a distribuire in modo corretto i servizi, avvantaggiando una realtà a discapito di altre?

Il tema degli investimenti già fatti. Ma come è possibile che su una realtà si facciano investimenti importanti e poi, dopo poco, se ne decida la chiusura? Si manterrà certo una parte della struttura, ma resta comunque un forte spreco.

Il tema del personale. Si forma personale perché sia pronto a lavorare al servizio dei cittadini di un territorio e poi si rischia di perdere competenze acquisite e maturate da tempo.

Sappiamo che la questione della TIN si inserisce in un contesto più ampio di sviluppo del nostro ospedale. Ci siamo già altre volte confrontati con i suoi vertici e abbiamo fiducia che ci sia volontà e impegno per lo sviluppo della struttura. Tuttavia pensiamo che sia importante non mollare la presa e collaborare ancora di più, molto di più per mettere in pratica uno sviluppo possibile e un rafforzamento strategico di questo essenziale presidio per le nostre comunità. Chiediamo dunque alla Regione Lombardia di aprire un confronto serio e concreto. E chiediamo, in questo ambito come in altri (sulle infrastrutture ad esempio!) di investire anche nel sud della Regione. Noi ci stiamo impegnando al massimo per lo sviluppo del territorio e della città. Chiediamo alla Regione di essere al nostro fianco e soprattutto a fianco dei cittadini in questo lavoro di futuro e di crescita!”

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Commenti
  • Marengon

    Bene, prof. Galimberti. Si domanda il perché alcune città in Lombardia hanno “più di un servizio analogo a quello che si toglie a Cremona”. Una chiave di lettura potrebbe essere questa. Negli ultimi anni, in diverse occasioni, Cremona si è allineata alle richieste che le sono giunte dall’esterno. È di qualche settimana fa, ad esempio, la decisione della Giunta comunale di dare parere positivo alla proposta di dimensionamento degli Istituti scolastici Comprensivi della città che passeranno da 5 a 4 (Brescia ha, ad esempio, 12 Istituti scolastici Comprensivi e nessuno se ne lamenta né pensa di ridurli…). Si chiede ancora “se può una città accettare che la Regione non riesca a distribuire in modo corretto i servizi, avvantaggiando una realtà a discapito di altre”. La domanda è corretta ma i cittadini cremonesi si aspettano, oltre alle domande, anche una assunzione di responsabilità, in primis, territoriale. Tanto nella Sanità quanto nell’Istruzione, tanto nei trasporti ferroviari quanto nelle infrastrutture…

  • maumamaro

    Il declassamento lo ha voluto chi ha ridotto Cremona ad una città morta economicamente e socialmente, dicendo sempre NO ad ogni ipotesi di sviluppo.

  • Sbirulino19

    Caro Galimberti, Cremona ha e avrà quello che si merita.