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Incontro su legalità e antimafia,
'Continuiamo a emozionarci
per tenere alta dignità morale'

Legalità e antimafia utilizzo dei beni confiscati, si è svolto oggi a Cremona un convegno organizzato da Flc CGIL e Spi CGIL di Cremona. Merida Madeo dello Spi regionale ha raccontato della necessità del passaggio di testimone generazionale perché la lotta alla mafia non ha età e tutti devono essere coinvolti dalla giovane età fino alla fase adulta in cui rimaniamo protagonisti della società civile. Il mondo della scuola e il ruolo dell’educazione, secondo Alessandro Rapetti della Flc Nazionale, sono “fondamentali per cambiare la società e difendere la democrazia e un mondo del lavoro che non rinunci ai diritti”.

Il sindaco Galimberti ha ricordato l’emozione dell’epoca delle stragi mafiose, il dolore all’arrivo della notizia delle morti di Peppino Impastato, Pio La Torre, poi Falcone e Borsellino. “Continuiamo ad emozionarci per tenere alta la dignità morale”, ha chiosato il sindaco. Vincenzo Moriello della CGIL Lombardia ha quindi raccontato l’evoluzione del fenomeno mafioso e ndranghetista nel nostro paese, nel nostro territorio e le infiltrazioni nel nord, perché di mafia illegalità corruzione economia grigia bisogna parlarne sempre nelle scuole nel mondo del lavoro in famiglia.

Elena Simeti ha raccontato la sua esperienza presso la libera masseria bene confiscato alla mafia e il lavoro di tanti giovani ragazzi e studenti che l’hanno ricostruita. Cosa che istituzioni non sono riuscite a fare. Perché i beni confiscati alle mafie sono bene di tutti. Franco La Torre, figlio di Pio, infine ha, con semplicità e commozione, raccontato la sua vita e la vita di suo padre e spiegato il suo concetto di antimafia sociale. Ha moderato il dibattito Simone Bacchetta, giornalista di Cremona1.

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