Commenta

Pari Opportunità e lotta
alle discriminazioni, Fazzi:
'Tanto fatto, molto da fare'

Tinte in chiaro-scuro sulla condizione delle pari opportunità e lotta alle discriminazioni a livello locale. Molestie sui luoghi di lavoro purtroppo in aumento e 56 casi affrontati in 4 anni 
sulla conciliazione vita/lavoro, ma anche aspetti positivi, come aumento dei Comitati Unici di Garanzia, passati da 13 a 39, e i Piani delle Azioni Positive nella PA, cresciuti da 8 a ben 57.
In sala del Consiglio Provinciale sono stati presentati quattro anni intensi di attività della Consigliera di Parità della provincia di Cremona, Carmela Fazzi, in cui lotta alle discriminazioni,
promozione delle pari opportunità, conciliazione tempi lavoro/casa hanno rappresentato le principali azioni svolte, con casi purtroppo in costante aumento, ma che, grazie alla Rete delle Istituzioni, delle Associazioni del Volontariato, delle Parti Sindacali, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Ufficio Scolastico Territoriale, del Forum del terzo settore, sono stati affrontati e supportati per la loro risoluzione.

Presenti oltre al vice presidente, Rosolino Azzali, che ha portato i saluti del presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, anche Rosita Viola, assessore alle Politiche Sociali e della Fragilità del Comune di Cremona, Emanuela Nichetti, assessore alla Cultura,Turismo, Pari opportunità del Comune di Crema, Fabio Donati, funzionario Ufficio Scolastico Territoriale – Cremona, Roberta Mozzi, dirigente Scolastica I.I.S. Torriani Cremona, Uliana Garoli, presidente Cda Fondazione Città di Cremona, Elisa Bentivoglio, presidente Cug (Comitato Unico Garanzia) e responsabile del servizio prevenzione e protezione della Provincia, Daniela Polenghi, presidente Forum Terzo Settore, Jindra Rubasova, presidente Anteas Cremona, Elena Guerreschi, Aida Onlus Cremona, Greta Savazzi, coordinatore dell’Associazione Onlus Mia Casalmaggiore, Mirella Ferrarese direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cremona e Michelina Ambrosino, funzionario dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cremona, Maria Teresa Carrera, presidente del Comitato Territoriale Uisp -Asp.

“Innanzitutto un sincero grazie a Carmen Fazzi per il suo assiduo impegno in questi quattro anni, contro la discriminazione e per la promozione delle Pari Opportunità” ha precisato Azzali. “La sua opera è andata oltre all’attività ordinaria per incontrare persone, analizzare casi non facili e portare la voce della Provincia e del territorio nelle sedi Istituzionali a Milano come a Roma, divenendo un modello di riferimento. Inoltre le dinamiche affrontare nei casi correlati a problematiche sui luoghi di lavoro, si sono indirizzate a sostenere, insieme a tutti gli attori interessati, un’azione di mediazione per favorire una soluzione definitiva. Il percorso da percorrere, come Istituzioni e società nel suo complesso, è quello di un rinnovato processo culturale a vari livelli, che porti ad una migliore uguaglianza, mettendo al centro la persona, diritti e doveri, e dove il colloquio e la pari opportunità siano un principio fermo per tutti”.

Nella presentazione del consuntivo di fine mandato, la Consigliera di Parità Fazzi (nominata il 25/11/2015) ha evidenziato come “dal 2015 la Provincia, a seguito della riforma Delrio, in condizioni finanziarie precarie, ha comunque garantito anche le risorse: infatti le risorse per le Consigliere di Parità non sono più purtroppo a carico del Fondo Nazionale (gestito dal Ministero del Lavoro), sia per l’indennità che per le spese finalizzate all’attività, ma sono state poste in capo agli enti locali (Provincia). Per questo vorrei innanzitutto ringraziare la struttura della Provincia di Cremona, che ha garantito, dal Dirigente Dr. Massimo Placchi sino al funzionario Cristian Pavanello, alla segreteria con Donatella Ghisleri e Silvia Iazzi ed addetto stampa Fabrizio Pizzamiglio, oltre alla Dirigente Rinalda Bellotti e alla funzionaria responsabile Presidente del CUG della Provincia, Elisa Bentivoglio, un supporto tutt’altro che scontato e che in altri territori non possono avere per mancanza di risorse ed organico”.

Ha così continuato: ” Come consigliera di Parità ho intrapreso ogni utile iniziativa per il rispetto del principio di non discriminazione e la promozione delle Pari Opportunità, a tal fine ho fornito informazioni sui diritti e sulle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori offrendo loro consulenza in merito all’accertamento della situazione di discriminazione sul lavoro e, su richiesta dei medesimi, sono intervenuta con un’azione di mediazione volta a favorire una conciliazione con l’azienda, richiedendo anche all’azienda, in alcuni casi, la concretizzazione di un’azione positiva. Complessivamente sono stati, quindi, trattati 56 casi, si fa però notare che gli accessi sono stati molto più numerosi, ma molte persone decidono di non procedere per non rischiare situazioni più gravi. Queste le tipologie più ricorrenti dei casi trattati: discriminazioni per maternità 25% circa, conciliazione vita-lavoro (part-time, flessibilità oraria, …) 35% circa, molestie verbali e vessazioni (sono aumentate molto in quest’ultimo anno) 25% circa, altro (Congedi paternità – Casi di natura collettiva – Casi multipli …) 15% circa; dei casi trattati l’ 80% circa è stato risolto in via stragiudiziale positivamente, alcuni casi sono ancora in corso. Nella sostanza dai dati relativi ai casi trattati si può rilevare come emerga una “domanda esplicita di aiuto” dalle parte di donne con figlio/i e una evidente necessità di attivare azioni positive volte a rimuovere discriminazioni dirette ed indirette nei confronti delle lavoratrici madri, che segnalano un’acuta percezione di un “clima ostile aziendale” nel momento dell’annuncio della maternità o della richiesta di flessibilità dell’orario per necessità concernenti il lavoro di cura in generale (anziani, disabili…). Una situazione che conferma quanto rilevato su scala nazionale, visto l’ancora troppo alto numero di lavoratrici che lasciano il lavoro per l’impossibilità di conciliare vita familiare e vita professionale”.

Poi il resoconto del consuntivo si è indirizzato a quanto fatto nella PA e nel mondo del lavoro, a stretto contatto con l’Associazionismo, i Comuni, l’Ispettorato del Lavoro e Ufficio Scolastico Territoriale e Scuole, dai protocolli di intesa ai progetti, alle funzioni di controllo dai Pap (Piani di azioni positive) ai Cug (Comitati Unici di garanzia).

© Riproduzione riservata
Commenti