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Esibizione memorabile dei
Manhattan Transfer al
Concerto di Natale al MdV

foto Codazzi

Due uomini (basso e tenore) e due donne (alto e soprano) che cantano armonicamente stretti, in maniera unica e forse irripetibile. Li abbiamo sentiti ieri sera, domenica 22 dicembre, per il tradizionale concerto di Natale all’Auditorium Giovanni Arvedi, questi miti della musica mondiale che proprio sotto il Torrazzo hanno voluto festeggiare i loro 50 anni di attività, unica tappa italiana del loro tour europeo.

Una professionalità unica nel preparare la tourneè, nel provare e riprovare, nel cercare le posizioni migliori per esaltare le loro voci diventate la colonna sonora di milioni di persone che amano il pop, il jazz o lo swing tra i legni dello splendido auditorium, cambiando la scaletta in continuo adattando il loro repertorio alla straordinaria acustica dell’ambiente. Un concerto memorabile dove tra le tante chicche i Manhattan Transfer ci hanno voluto dare alcuni saggi del ‘vocalese’ con il quale i vocalist imitano il suono degli strumenti (dal trombone a coulisse alla tromba con sordina imitata anche fisicamente non solo vocalmente) lasciandosi trasportare dall’emozione più che dalla ricerca ossessiva della sonorità. Ne abbiamo avuto un esempio strepitoso in chiusura di concerto con Birdland dei Weather Report in una esecuzione da brividi.

L’esordio con ‘Happy Holidays’ e la delicatissima ‘Let is snow’. Poi, ci hanno portato in viaggio sulla Route 66 e regalando poi ‘A tisket a tasket’ come omaggio ad Ella Fitzgerald. Gli assolo dei singoli artisti (Ala Paul, Cheryl Bentyne, Janis Siegel, Trist Curless) accompagnati da un trio jazz straordinario (Yaron Gershovsky al pianoforte ci ha regalato momenti di grande jazz) hanno dimostrato come è possibile vincere 10 Grammy Awards. Da ricordare poi White Christmas ‘sognata’ ed eseguita con ritmi brasiliani.

Foto Codazzi

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