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Odori molesti a Casanova,
sindaco: 'Non è colpa di
impianto biogas'

Esasperazione: questo il sentimento comune da parte dei cittadini di Casanova del Morbasco, che portano avanti la propria battaglia contro l’inquinamento olfattivo che ormai da tempo assedia la zona. Il problema è stato rimarcato nel corso dell’assemblea pubblica dal titolo ‘Cremona capitale del biogas – Focus sulle emissioni’, che si è svolto il 25 gennaio, durante il quale uno dei relatori, il dottor Edoardo Bai, medico epidemiologo del comitato scientifico Isde Milano, ha ricordato come già in passato l’azienda che produce biogas in paese era stata oggetto di richiami da parte della Regione Lombardia.

“E’ emerso che l’impianto di Casanova del Morbasco provoca da anni inquinamento olfattivo con disagi concreti alla cittadinanza” sottolinea l’organizzatrice dell’evento, Maria Grazie Bonfante. Per chiedere di risolvere il problema sono già state presentate al sindaco ben due raccolte firme fatte dai cittadini, di cui l’ultima sottoscritta da 180 persone. “Eppure finora non c’è stato alcun intervento per sistemare le cose”.

Del resto dall’altro lato il sindaco di Sesto ed Uniti, Francesca Maria Viccardi, ha smentito il fatto che gli odori provengano dal suddetto impianto. “L’amministrazione si è prontamente attivata presso gli organi zompetenti per cercare la fonte degli odori sgradevoli, ma i risultati raggiunti sono tutti univoci nell’affermare che quella che tutti pensiamo sia la presunta fonte degli odori in realtà è in regola con quanto prescritto dalle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Cremona, con particolare riferimento alle biomasse che devono essere utilizzate per la produzione del Biogas”. La fonte dell’odore quindi, secondo il primo cittadino, “è da ricercare da qualche altra parte. Continueremo a cercare, con l’ausilio dell’Arpa, provvedendo alla verifica documentale e in loco di tutte le attività potenzialmente moleste sul territorio circostante”.

Eppure, per Bonfante le cose stanno diversamente: “Durantel’incontro è emerso che i procedimenti legati alla produzione del biogas non sono stati rispettosi della legge” sottolinea ancora. “E basta fare un giro in zona per capire da dove provengono gli odori. I residenti si sentono presi in giro dalla risposta del sindaco. Anche perché gli studi fatti nel 2012 avevano evidenziato che il problema c’era già allora”.

Complessivamente in provincia di Cremona sono 170 gli impianti biogas presenti, oltre il 10% del totale italiano.

LaBos

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