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Fotovoltaico, F.I. insiste
'Sindaco ritiri l'assenso'
Pasquali scrive a Fondazione

Amministrazione comunale sotto assedio per la questione del presunto assenso alla proposta di realizzazione di un parco fotovoltaico sui terreni di proprietà della Fondazione Città di Cremona attorno al complesso di Cremona Solidale, a ridosso della tangenziale. Già lunedì scorso, con un’interrogazione di Luca Nolli (M5s) era stato toccato l’argomento a cui aveva dato risposta l’assessore all’Ambiente Simona Pasquali. Una risposta tecnica e non politica mentre è proprio su questo terreno, che le minoranze intendono puntare, stavolta chiamando in causa direttamente il sindaco.

“La Giunta Galimberti – affermano in un comunicato i consiglieri di Forza Italia Carlo Malvezzi, Federico Fasani, Saverio Simi – conosceva il progetto del parco fotovoltaico da tempo, l’ha condiviso e ha dato il suo assenso. La surreale ricostruzione fatta in Consiglio Comunale dall’Assessore Pasquali si è dissolta in poche ore facendo emergere l’inadeguatezza di una Giunta allo sbaraglio, che arriva al punto di nascondere le proprie scelte per viltà. Durante l’esposizione diversi consiglieri comunali si sono domandati increduli se l’assessore avesse contezza di quanto stava leggendo: un copione talmente inverosimile da suscitare ilarità e indignazione tra amministratori di ogni colore politico, associazioni e cittadini.
Ribadiamo la nostra ferma contrarietà alla realizzazione di uno scempio che solo chi non ama questa città può immaginare di autorizzare.
Chi in questi anni ha impartito stucchevoli lezioni di stile, onestà e di correttezza istituzionale, alla prova dei fatti ha umiliato il consiglio comunale ed è venuto meno all’indispensabile rapporto di lealtà nei confronti dei cittadini e dei suoi rappresentanti.
Galimberti faccia un passo indietro, ritiri l’assenso già accordato mesi fa alla realizzazione del parco fotovoltaico, chieda scusa e valuti se sussistono ancora le condizioni per proseguire un mandato compromesso dai suoi discutibili comportamenti.
Chiediamo anche la convocazione di un Consiglio Comunale nel quale discutere i due ordini del giorno già presentati con un unico e chiaro obbiettivo: fermare lo scempio”.

LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE – “Come potremmo esprimere un assenso ad un progetto che non è mai stato dettagliato?” Il sindaco Gianluca Galimberti risponde indirettamente alle critiche di Malvezzi e dei consiglieri di Forza Italia. Non nega che vi siano stati contatti tra amministrazione e Cda della Fondazione nei mesi passati, ma nel merito del progetto non ci si è mai potuti entrare proprio perchè mai esplicitato nel dettaglio dalla ditta proponente. Gli fa eco l’assessore alla Mobilità sostenibile e all’Ambiente Simona Pasquali: “La mia risposta in Consiglio è stata tecnica, perchè quello mi era stato chiesto nell’interrogazione”.

La stessa Pasquali ha inviato oggi una lettera alla Fondazione nella quale l’amministrazione comunale invita a chiedere un parere terzo per valutare l’iniziativa ed esprimersi sulla problematica del consumo di suolo agricolo.
“All’interno di ruoli e competenze che la legge affida a ogni ente – si legge nella lettera condivisa da tutta l’Amministrazione –   manifestiamo, come già fatto fin dai primi incontri formali e informali realizzati sul tema, la necessità di accertare che l’eventuale realizzazione del parco fotovoltaico non porti ad impermeabilizzazione del terreno, che l’impianto sia in grado di non alterare la biodiversità, di consentire l’infiltrazione delle acque e il mantenimento del livello di umidità del terreno, e che si rispettino e tutelino i vincoli naturalistici presenti nell’area”. Non solo, l’Amministrazione chiede alla Fondazione “dati e elementi in grado di definire le ricadute ambientali positive in termini di diminuzione della CO2 emessa, di immissione di energia elettrica ‘pulita’, di eliminazione di produzione di energia da fonti fossili, di impatto sull’aria, di coerenza con indicazioni ambientali nazionali ed europee”.
E poi, in aggiunta, altre tre richieste: “che si garantisca il mantenimento dell’area a prato stabile; che il progetto preveda una piantumazione per mitigare l’impatto ambientale e visivo dell’impianto attraverso una scelta di essenze autoctone, che abbiano capacità filtranti anche di polveri sottili, così che possano essere utili al miglioramento della qualità dell’aria e che possano favorire la creazione di un habitat naturale per la fauna selvatica; che nell’area del parco si creino passaggi e aperture nella recinzione per gli spostamenti della fauna selvatica”. Inoltre è necessario “continuare la valutazione di tutti i possibili vincoli urbanistici, ambientali e paesaggistici, anche in relazione all’evoluzione in proposito della normativa regionale e a prese di posizione di altre amministrazione su temi analoghi”. Tutte queste – si legge ancora – sono “condizioni precise di realizzazione, attenzioni e cautele che abbiamo a voi già esplicitato”. Ora condivise formalmente e in attesa di una risposta che si chiede di dare prima di qualunque eventuale sottoscrizione di atti.

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