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Gap infrastrutturale,
Buzzella: 'Costa al territorio
200 milioni all'anno'

La stagione 2020 Lions Crema Host e Crema Serenissima assieme alla sezione di Crema dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), si è aperta ieri sera con un interessante intermeeting dal tema“ Economia/imprenditoria quali aspetti il nostro territorio può beneficiare o essere catalizzatore per altri paesi”, che ha visto la presenza del presidente di Assindustria Cremona, Francesco Buzzella.
All’evento hanno partecipato oltre ai soci, al consulente ecclesiastico Ucid mons. Pierluigi Ferrari, rappresentanti delle Istituzioni e della politica locale, dal presidente della provincia Signoroni che impossibilitato alla presenza ha inviato un messaggio, all’assessore di Crema, Fabio Bergamaschi, al sindaco di Offanengo Gianni Rossoni.

Il Masterplan 3 C. Dopo i saluti di Pierfranco Campari, presidente Lions Crema Host, Fausto Antonio Locatelli presidente Lions Club Crema Serenissima e Franco Agosti, per l’ Ucid, l’introduzione alla serata con il riferimento al piano di sviluppo promosso dall’Associazione Industriali e realizzato da The European House-Ambrosetti:  Masterplan 3 C. Un documento articolato quello realizzato dallo studio Ambrosetti, attraverso l’elaborazione di scenari innovativi su temi prioritari per il territorio, partendo proprio dalle “ C” a cui il Masterplan presentato lo scorso maggio fa riferimento, che richiamano tre dimensioni tra loro strettamente collegate: crescita, competitività, coinvolgimento, raggiungibili attraverso creatività, cambiamento e comunicazione, mettendo a sistema le eccellenze dei territori di Cremona, Crema e Casalmaggiore.

Le filiere provinciali. Nel suo intervento partendo proprio dal Masterplan 3 C, il presidente Buzzella ha rappresentato la fotografia dell’economia provinciale, delle sue eccellenze, dai suoi punti di forza, a quelli di debolezza, dalle opportunità alle minacce, ciò che in economia si chiama analisi Swot. Dall’importanza della metalmeccanica e della siderurgia, alle filiere esistenti: dall’ agroalimentare con la filiera del latte che comprende 27 imprese attive per 1300 addetti, a quella dei prodotti da forno, dalla filiera del pomodoro, a quella della cosmesi, che interessa particolarmente il territorio cremasco. In questo comparto infatti operano 22 imprese con circa 800 addetti ed una dimensione media di 35 dipendenti ciascuno, di gran lunga più ampia rispetto alle altre realtà facenti parte del cd quadrilatero della moda (le aree di Milano, Bergamo, Lodi ed il Cremasco).

La percezione del territorio. Nell’ambito dello studio Ambrosetti, un percorso articolato con interviste, il coinvolgimento degli stakeholder ed i questionari per gli studenti, volti ad indagare qual è la percezione del territorio da parte dei cittadini, da quella attuale a quella futura, in un orizzonte temporale di 10 anni. Una grande quantità di dati elaborati con appositi indici matematici, che portano il presidente Buzzella a focalizzare le sue considerazioni sulla parte relativa alle infrastrutture.

Le infrastrutture. Ed è proprio il tema delle infrastrutture, il punto da approfondire, perché l’indice provinciale si attesta sul 70, inferiore rispetto alla media lombarda che è di 110. E la mancanza di infrastrutture adeguate “costa al territorio 200 milioni di euro ogni anno” ha detto Buzzella. Questo consente di fare diverse valutazioni, partendo dalla considerazione che le infrastrutture rappresentano il fattore abilitante dando valore ai territori e senza il quale, i problemi possono solo ampliarsi in un mercato globale. Sul punto, dai treni ai collegamenti viari, le sfide da portare avanti nella fase 2 del Masterplan, che partendo dalle risultanze di questo studio, porterà associazioni, Enti, sindaci del territorio, nelle prossime settimane a sottoscrivere un’ Associazione Temporanea di Scopo, volta ad individuare una serie di progetti d’intervento sui quali impegnarsi nel medio termine

Ilario Grazioso

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