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Gli ultimi zar di Russia
in visita nella
Cremona d'inizio secolo

Nikita e Feodor Alexandrovich con la madre, la granduchessa Xenia nella campagna cremonese

di Marco Bragazzi

Il piccolo Principe a Cremona. La strada sullo sfondo rappresenta quella della campagna cremonese nel 1912, l’immagine ritrae in lontananza una contadina e in primo piano una delle rarissime eleganti carrozze con ospiti che circolavano a Cremona in quel periodo. Il mezzo è fermo forse per un controllo e un fotografo decide di immortalare il momento in cui una famiglia, mamma con due figli, sembrano opporsi alla forte luce solare che li colpisce sul viso. Una seconda istantanea vede i due ragazzi davanti al portone del Duomo di Cremona, accompagnati quasi come per proteggerli dai due leoni di marmo.

 I due ragazzini lasciano spazio alle loro figure per poter ritrarre al meglio l’imponente e maestosa entrata della cattedrale di Cremona. I lampioni ancora presenti in Piazza del Duomo sono spenti, ma la fotografia ha l’intenzione di catturare la bellezza naturale della principale chiesa cremonese. Una normalissima immagine familiare se non fosse che i tre protagonisti rappresentavano la dinastia reale Russa di inizio ‘900. Il piccolo Principe non è celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, ma il principe Nikita Alexandrovich di Russia che, con il suo cappello bianco, osserva il fotografo quasi perplesso grazie ai suoi 12 anni e alla naturale curiosità di ogni bambino a quella età.

Con Nikita c’è il fratello Feodor, al riparo nella penombra della carrozza, che di anni ne ha 14 e sembra attento per cercare di capire il motivo di quella fotografia in mezzo alla campagna cremonese senza opere d’arte che li circondino. La mamma, la Granduchessa Xenia Aleksandrovna Romanova, in quel 1912 è la figlia dello Zar Alessandro III di Russia e sorella dell’imperatore Nicola II di Russia, l’ultimo della centenaria dinastia imperiale russa. I tre nobili sembrano una normale famiglia in visita alle bellezze della città, la cattolica Xenia amava la musica e suonava il pianoforte quindi, per l’erede al trono russo dopo Nicola II, visitare una città come Cremona era da considerare quasi un passaggio fondamentale. In quel 1912 tutto sembrava tranquillo per Xenia e i suoi figli ma, a distanza di 5 anni, il mondo in cui Nikita e Feodor vivevano con i loro fratelli cambierà radicalmente. Nel 1917 la Rivoluzione d’Ottobre li costringerà a fuggire in Crimea mentre a luglio del 1918 lo zio Nicola II con la moglie e tutti i cugini verranno fucilati dai bolscevichi ad Ekaterinburg, chiudendo per sempre la storia della dinastia imperiale russa. Nel 1919 la famiglia di Xenia era stata già condannata a morte come quella di Nicola II ma, grazie a Giorgio V d’Inghilterra, riuscirono miracolosamente ad imbarcarsi su una nave inglese e a fuggire dalla Crimea ormai sotto il controllo dei bolscevichi. Per Xenia, Nikita e Feodor la vita sarebbe continuata lasciando tra i loro ricordi quella visita a Cremona tra la campagna cremonese e una delle piazze più belle d’Italia.

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