Cronaca
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Una cremonese a Roma per sostenere Chico Forti. 'Che i politici non lo dimentichino'

Anche Elisa Sambusseti, imprenditrice di Costa Sant’Abramo, ha voluto abbracciare la causa di Chico Forti, l’imprenditore italiano che nel 2000, negli Stati Uniti, è stato condannato all’ergastolo per omicidio. La cremonese ha deciso di andare a Roma per ricordare ai politici di non dimenticare il caso. E questo, proprio nel giorno del compleanno dell’imprenditore trentino. “Da tutti dimenticato”, ha sottolineato Elisa, che venerdì ha preso il treno per andare a Roma ‘armata’ di un cartello con scritto ‘Buon compleanno Chico, Forever young, Italia Vergogna’, collocato sotto la targa della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Non sono una parente di Chico Forti”, ha spiegato Elisa, “sono solo una persona che ritiene che Forti sia innocente e che debba essere liberato. Ho deciso di venire a Roma per far sentire anche la mia voce e contribuire a dare un segnale affinchè questa vicenda non venga dimenticata”. Moltissime, in tutta Italia, le persone che hanno manifestato e che manifestano la loro vicinanza alla famiglia e che chiedono la liberazione di Enrico Forti, detto ‘Chico’, velista e produttore che dopo un processo durato venticinque giorni, il 15 giugno 2000 è stato ritenuto colpevole di omicidio da una giuria popolare della Dade County di Miami. Forti si è sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario. Un movimento di opinione in Italia chiede la revisione del processo. La famiglia e molti sostenitori dell’innocenza di Forti, oggi 54enne, e del suo diritto ad un giusto processo, si battono da anni per chiedere la revisione del caso e per cercare di riportare Chico in Italia.

Sara Pizzorni

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