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Anche in tribunale si ricorda
Vittorio Bachelet: incontro
con gli studenti del Torriani

Foto Sessa

Il presidente del tribunale Anna di Martino

Si è tenuto questa mattina nell’aula polifunzionale del tribunale di Cremona un incontro con gli alunni di alcune classi dell’Istituto tecnico e Liceo delle Scienze applicate Torriani di Cremona in occasione della giornata della ricorrenza del 40esimo anniversario dell’assassinio del vice presidente del Csm Vittorio Bachelet, il 12 febbraio del 1980. Nel corso dell’incontro, promosso dal tribunale in collaborazione con il Csm e con il Miur, il presidente Anna di Martino ha presentato il volume edito per l’occasione ed ha introdotto un video con filmati d’epoca tratti dagli archivi Rai. Al termine, gli studenti, accompagnati dai loro insegnanti, hanno potuto visitare le aule del tribunale per un esperienza di contatto diretto con le autorità preposte all’affermazione della legalità.

Bachelet, presidente dell’Azione Cattolica italiana negli anni del Concilio Vaticano II, docente universitario e, al momento dalla morte, vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, fu ucciso sulle scale della facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma da due militanti delle Brigate Rosse. Dopo la sua morte, Sandro Pertini, capo della Stato e dunque presidente del Csm, disse subito che con quell’omicidio la lotta armata in Italia aveva toccato il suo punto più alto di aggressione allo Stato: “Questo di oggi è il più grave delitto che sia stato consumato in Italia perché il delitto Moro aveva un carattere politico, mentre quello di oggi è diretto contro le istituzioni; perché si è voluto colpire il vertice della magistratura, il vertice del pilastro fondamentale della democrazia”. Oggi la figura di Bachelet è stata ricordata anche dall’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Bachelet dimostrava con la sua azione che è possibile realizzare una società più giusta senza una contrapposizione aspra. Oggi le contrapposizioni ideologiche sono sfumate, per motivi storici, ma rimane sempre il rischio di altre contrapposizioni basate sulla pura difesa di posizioni di parte. Occorre avere maggior coraggio: attraverso il dialogo paziente e tenace occorre ricercare con disponibilità sincera al confronto la soluzione migliore”.

E anche Cremona ha voluto ricordare l’ex vice presidente del Csm, in una sede, come quella simbolica del tribunale, e con i giovani, le nuove generazioni, a cui il presidente di Martino ha illustrato la figura del giurista e del politico italiano che nel suo ruolo di vice presidente del Csm “ha assicurato equilibrio tra i poteri dello Stato, introducendo importanti riforme e democratizzando il funzionamento del Csm”. Il presidente di Martino ha sottolineato l’importanza di favorire questi incontri con le scuole, “che sono il collegamento tra il mondo istituzionale e la vita sociale. La formazione è lo strumento attraverso il quale lo studente diventa un cittadino consapevole”. Il presidente ha poi invitato i ragazzi e i loro insegnanti ad assistere ad un processo penale, consigliando in modo particolare “un processo per direttissima, che nasce e muore nello stesso giorno”.

Il libro ‘Vittorio Bachelet. Gli anni 70 tra speranze e disillusioni’, a cura di Giancarlo De Cataldo, intende offrire proprio alle più giovani generazioni un affresco del contesto storico, sociale e culturale in cui la vicenda umana di Bachelet ha trovato evoluzione e tragico epilogo. Alla pubblicazione, arricchita da una breve presentazione del presidente Mattarella, hanno contribuito noti intellettuali, giornalisti, politici e magistrati che hanno vissuto quegli anni o vi hanno dedicato approfondite riflessioni.

Sara Pizzorni

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