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'Ne ho viste tante, ma questa
Cremo mi sconcerta: bisogna
prendere a sberle la rassegnazione'

Lettera scritta da Gabriele Zambelloni - tifoso della Cremonese

Buongiorno Direttore,

sono un tifoso grigio osso, un vecchio tifoso grigiorosso che da decenni segue la Cremo, quindi sono salito sulle montagne russe grigiorosse parecchie volte e non dovrei, se fossi saggio, stupirmi più di niente. Eppure l’attuale situazione della Cremo riesce ancora a sconcertarmi. Non tanto perché una squadra composta da prime scelte della serie B sia nei bassifondi ma quanto per l’aspetto umano e professionale della vicenda.

Qui mi rivolgo a Rastelli e Bonato che io non conosco personalmente, ma tramite le loro pubbliche dichiarazioni e che mi sembrano bravi professionisti e persone degne di stima. Come è possibile vedere, come è accaduto a tutti noi tifosi ieri sera (martedì 11 febbraio contro lo Spezia, ndr) undici persone spaurite, timorose, incapaci di articolare due passaggi di seguito, vedere ad esempio Gustafson che quando riceve palla la guarda con terrore e la gira immediatamente, quasi come scottasse, al compagno più vicino (se c’è nei pressi altrimenti la butta a casaccio). Ecco Gustafson è la perfetta fotografia della Cremo. Ma queste persone, che dovrebbero essere dei professionisti – quindi che fanno quello che fanno per professione oltre che per passione – non hanno dignità? Non hanno orgoglio? In ultima analisi non hanno onore?

Chiedo a Rastelli e Bonato: non riuscite proprio a trasmettere a costoro la carica, la voglia di arare l’erba del prato quando scendono in campo? La voglia di dimostrare che loro sono più uomini degli altri uomini con la casacca diversa? La voglia di non starci in questa situazione a ogni costo! La voglia di dimostrare che c’è un cuore al posto della paura, la sana voglia di ribellione contro tutto, la voglia, ma mi viene da dire la necessità, di prendere a sberle e a calci questa rassegnazione! Cercate di essere uomini e non pecore! Credo che Rastelli e Bonato possano e debbano farlo anche perché lo hanno già fatto lo scorso anno, che in definitiva chiedano a costoro di diventare uomini e che dimostrino di non essere inferiori a se stessi.

Gabriele Zambelloni

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