Cronaca
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Malnate senza deiezioni canine grazie al metodo cremonese E ora lo vogliono in Europa

Il caso Malnate – oltre ad aver fatto il giro del mondo sul web – ha già fatto scuola, fra i comuni limitrofi, nelle grandi città italiane e anche all’estero. Sono tante infatti le amministrazioni, anche spagnole e francesi, che sull’esempio del piccolo centro in provincia di Varese stanno aderendo al progetto ideato dall’azienda LGS (Laboratorio Genetica e Servizi del sistema allevatori italiano), per scovare i furbetti, o gli incivili, che lasciano su suolo pubblico le deiezioni dei loro cani.  Il metodo – che consente di estrarre il dna dei cani dagli escrementi e di risalire al padrone attraverso il database dell’anagrafe canina regionale a cui devono essere obbligatoriamente registrati gli animali – ha permesso di aggirare la necessità di dover cogliere i trasgressori in flagranza, oltre ad aver trasformato Malnate in uno dei comuni più puliti d’europa.

Grazie a questo sistema innovativo è facile per le guardie zoofile e per i vigili urbani individuare il colpevole che non aveva ripulito il marciapiedi dagli escrementi. A casa si ritroverà una multa che si aggira attorno ai 75 euro, ma che potrebbe arrivare fino a 3mila. Numericamente il comune di Malnate nel 2019 ha multato 40 cittadini, grazie a 154 accertamenti, mentre 53 sono stati i casi non diagnosticabili perché il dna era illeggibile. Il progetto dell’azienda Lgs potrebbe presto essere arricchito anche di un’app a cui starebbe lavorando un’azienda informatica. A qualcuno potrà venire in mente una puntata della serie tv americana Cold Case, ma il risultato è geniale. Di certo futuristico. Si prelevano tre campioni di feci, uno viene utilizzato dai biologi, gli altri due sigillati e conservati dai vigili per eventuali contestazioni. Ad onor del vero però si sappia che, incastrati dalle prove, nessuno dei padroni ha fatto ricorso.

Michela Cotelli

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