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Nasce in prefettura una task
force per combattere
il fenomeno del caporalato

Il prefetto Vito Gagliardi

Una task force per contrastare il caporalato: questo il contenuto della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica svoltasi in mattinata in Prefettura, per fare seguito alla riunione congiunta con la Prefettura di Mantova di inizio mese. Una collaborazione che “punta a sviluppare progetti nel delicato settore dell’integrazione per i cittadini stranieri, lavoratori o datori di lavoro, che possano essere vittima di sfruttamento per effetto del caporalato, un fenomeno che interessa in settori diversi ma in modo analogo le due province caratterizzate da noti profili di omogeneità sotto diversi aspetti ed angolazioni” si legge in una nota della Prefettura.

La progettualità che si intende sviluppare nei prossimi mesi, principalmente dedicata agli aspetti relativi all’emersione dal lavoro irregolare e quindi al recupero dei lavoratori e dei datori di lavoro stranieri interessati dallo sfruttamento illegale ai fini del loro inserimento nel circuito legale del lavoro, si colloca a valle della necessaria attività di accertamento e indagine che svolgono le Forze dell’Ordine coadiuvate dalle autorità pubbliche di settore.  L’azione verrà qundi accompagnata da un rafforzamento dell’azione di prevenzione volta all’accertamento degli illeciti e alla loro repressione, in modo da consentire il corretto funzionamento del circuito di emersione dal lavoro illegale e di diffusione della cultura della legalità.

Nel corso della riunione – a cui hanno presenziato i vertici provinciali delle forze dell’ordine, Inps, Inail, Ats Val Padana, Ispettorato del Lavoro, Camera di Commercio, e polizie locali – il prefetto Vito Gagliardi ha presentato la bozza istitutiva di una nuova e specifica task force che, sotto la direzione della cabina di regia della Prefettura, consenta di coordinare meglio le attività di ciascun soggetto per la parte di rispettiva competenza che possa interessare ed intercettare i profili del contrasto al caporalato.

Il modello di collaborazione rappresentato dalla Task Force può essere utilmente impiegato per espletare attività di verifica, di controllo e di segnalazione, in termini di operatività, in tutti i settori occupazionali che possono essere interessati dal fenomeno, quali ad esempio quello agricolo ed edilizio, che hanno fatto registrare episodi di lavoro irregolare, correlato anche al particolare tipo di manodopera coinvolta (composta principalmente da stranieri clandestini o in condizioni di vulnerabilità economica) o alla concentrazione dell’offerta di lavoro in alcuni limitati periodi temporali (lavorazioni stagionali, costruzioni nell’ambito di cantieri a tempo, ecc.). La Task Force sarà ufficialmente istituita e diventerà operativa trascorso un breve ma necessario lasso di tempo per la definizione del testo definitivo del decreto sulla base delle eventuali osservazioni nel frattempo sollevate dalle parti coinvolte. Al termine di tale periodo di standstill, avrà luogo la firma del decreto nel suo testo definitivo e l’effettiva istituzione del nuovo organo, di cui sarà data notizia in seguito.

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Commenti
  • Roberto Regonelli

    Spero che inizino dalle ns.campagne, dove lavorano quasi tutti extracomunitari, ma non solo, anche tanti pensionati in “nero”!

    • Gemelli

      Baby pensionati o chi non arriva a fine mese? Facciamo nel possibile un distinguo,ma le do’, ragione.