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Trasporti e logistica, Mantova e Piacenza si muovono, Cremona al palo

Piacenza potrebbe diventare il polo logistico dei porti della costa ligure e degli scali di Genova, Savona-Vado e La Spezia. Un punto di riferimento per il trasporto merci dalla Liguria alla Pianura Padana e, da qui, verso l’Europa. Per Piacenza è partito un nuovo treno merci dal porto di Genova. Si chiama Piacenza Rail Shuttle gestito dai francesi Cma-Cgm che prevede tre partenze settimanali per Piacenza (con orari di partenza previsti con l’orario di arrivo di navi della stessa compagnia) ormai capitale della logistica su ferro del Nord Italia e autentico crocevia dei traffici europei.

Intanto un evento storico per Mantova e la navigazione fluvio-marittima si è verificato nei giorni scorsi: un convoglio dalla città dei Gonzaga è arrivato a Ortona (Chieti) via canale MN-Adriatico e fascia costiera marittima per togliere carichi eccezionali dalle strade. La chiatta FLORA, operata dalla Caronte Shipping, ha caricato presso il Porto Belleli-Walter Tosto di Mantova 10 pezzi di dimensioni eccezionali (virole dal peso fino a 80-100 ton circa) per un complessivo di circa 540 ton per poi partire ed essere riconsegnate nel porto di Ortona nella banchina della stessa Tosto, sempre sulla stessa chiatta e senza trasbordi. Inoltre, al Porto di Mantova verrà agganciata un’altra chiatta con altri carichi eccezionali per raggiungere Venezia, dopo la nuova separazione tra le due imbarcazioni da carico in prossimità del mare. Il convoglio nel primo tratto interno porterà in totale oltre 1000 tonnellate.

E Cremona? Non tocca più palla. Il Porto è ormai fermo e chiuso, il trasporto merci sul fiume (a secco e non dragato) non è mai stato così misero, le ferrovie sono in condizioni disastrose, le infrastrutture stradali sono ferme da vent’anni (a tanto risale il progetto dell’autostrada Cremona-Mantova). Le due province a noi vicine (Piacenza e Mantova) cercano di inserirsi nei corridoi europei. E Cremona? Tutto fermo, vietato muoversi e persino parlarne.

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