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Da tre settimane al freddo:
la protesta di una famiglia
residente nelle case Aler

Da oltre tre settimane vivono senza riscaldamento e senza acqua calda, in una casa di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Aler. Una situazione di grande disagio quella che sta attraversando una famiglia residente a Cremona, in via Baronio 23. Il problema risiede in un importante guasto alla caldaia dell’appartamento, che si è rotta a inizio febbraio e che ancora non è stata sostituita.

“Inizialmente pensavamo fosse un guasto di modesta entità e abbiamo chiamato un tecnico per farla riparare” racconta la padrona di casa, Liliana Baltaru, 43 anni, che vive in quella casa da tre anni col figlio e il marito. “Ma questi ci ha detto che sarebbe stato meglio cambiarla, in quanto la riparazione sarebbe costata troppo. Così abbiamo contattato l’Aler, proprietaria della casa, e ci hanno garantito la sostituzione dell’impianto. Da allora sono trascorse tre settimane, e ancora non hanno fatto nulla”.

Il problema è ancora più grave considerando che il figlio della coppia soffre di una patologia respiratoria importante: “Essendo nato gravemente prematuro, ha sviluppato una broncodisplasia, per cui il freddo per lui è il peggior nemico” spiega la donna. “Per lavarlo vado da alcuni amici che mi offrono ospitalità e in casa ho acceso alcune stufette, ma non è certo sufficiente per garantire una temperatura accettabile”.

Da parte dell’Aler, spiega ancora la donna, continuano a non arrivare risposte: “Ho provato più volte a richiamare, ma non mi dicono niente, non mi danno neppure delle tempistiche. E intanto noi viviamo al freddo. Come se non bastasse, paghiamo delle spese condominiali per cose che non utilizziamo: tra le voci c’è la manutenzione degli estintori, peccato che di estintori qui non ne ho mai visti. C’è anche una voce che riguarda lo smaltimento dei rifiuti, ma noi già paghiamo il servizio al Comune”.

A spiegare quanto accaduto è la stessa Aler, il cui presidente, Albano Bianco Bertoldo, porge le sue “più sentite scuse a questa famiglia, che ha tutte le ragioni di lamentarsi e di cui comprendiamo il disagio”. Il problema è stato di tipo amministrativo, fa sapere l’azienda: “eravamo a conoscenza della situazione, ma non era stato rinnovato il contratto con l’azienda che si occupava prima delle manutenzioni, in quanto non eravamo soddisfatti di come lavorava, e le tempistiche burocratiche non ci hanno consentito di avere immediatamente un’altra azienda di riferimento. Entro i primi giorni della prossima settimana riusciremo a provvedere alla sostituzione dell’impianto”.

Laura Bosio

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