Un commento

Rapporto Fim-Cisl: economia
lombarda frena ancora,
ma Cremona prova a tenere

(foto di repertorio)

Il quadro dell’economia lombarda è “tutt’altro che sereno”, come riporta il 48° Rapporto semestrale sulla crisi nel settore metalmeccanico, relativo al secondo semestre 2019, pubblicato ieri, giovedì 27 febbraio, dalla Fim Cisl. A fine 2019, infatti, erano 17.288 i lavoratori coinvolti cassa integrazione ordinaria, straordinaria e licenziamenti, in crescita del 79% rispetto allo stesso periodo del 2018. Aumentano anche le aziende coinvolte dalla crisi: 392, +4,5% rispetto al 1° semestre 2019. In generale si nota un forte rallentamento complessivo dell’attività economica che conferma il trend già registrato nel 1° semestre 2017, insieme alla difficoltà di molte imprese a riadattarsi al nuovo contesto economico produttivo e a riposizionarsi sul mercato e nella congiuntura economica.

L’incremento registrato dalla Fim riguarda in particolare la cassa integrazione ordinaria : +21,23% i lavoratori coinvolti a fine 2019. Il dato coincide con l’aumento della sfiducia degli imprenditori di fronte a una congiuntura negativa e a prospettive di recessione. Sfiducia che frena gli investimenti, determinando un circolo vizioso che fa arretrare occupazione e produzione. La cassa integrazione straordinaria, dal punto di vista delle imprese coinvolte, fa registrare un sostanziale equilibrio rispetto al dato precedente (24 imprese contro le 25 della prima parte dell’anno), ma cala parecchio il numero di addetti coinvolti (-32,75%) che scendono dai 2.620 dello scorso semestre ai 1762 della seconda metà del 2019. I territori maggiormente coinvolti nel semestre sono quelli di Milano (30,40%), Bergamo (15,76%), Lecco (12,75%) e Brianza (12,10%). Seguono Brescia, Varese, Como e Cremona. Queste aree vedono la sussistenza di insediamenti industriali importanti, sia nei comparti tradizionali che in quelli innovativi del settore metalmeccanico, con una presenza cospicua sia di grandi imprese di livello nazionale e internazionale, mentre le imprese medie-piccole sono storicamente radicate in tutti i territori.

In particolare, la percentuale di crisi nel territorio di Cremona si attesta al 2,41%, il quinto miglior dato regionale dopo Mantova, Sondrio, Lodi e Pavia. Interessate 21 aziende (settimo dato lombardo in ordine di grandezza) e 509 dipendenti (quarto in Regione in ordine di grandezza), mentre 418 (quinto in ordine di grandezza in Lombardia) sono quelli in crisi. Sono invece poco più di 400 (418, ndr) i lavoratori interessati da provvedimenti di cassa integrazione e mobilità: 375 in Cig ordinaria, 32 in Cig straordinaria e 11 in mobilità. Proprio la cassa in deroga viene utilizzata solo da quattro aziende cremonesi in tutta la Lombardia (coinvolgendo come detto 32 lavoratori), mentre non si registrano contratti di solidarietà e fallimenti.

Andrea Donegà, segretario generale della Fim-Cisl Lombardia ha quindi commentato: “La frenata in atto nell’industria metalmeccanica lombarda è proseguita anche nel secondo semestre dell’anno . Le ore di lavoro si sono ridotte e diverse imprese non sono riuscite a consolidare i precedenti segnali di ripresa, assestandosi su livelli di attività inferiori che non consentono quella crescita occupazionale di cui, invece, avremmo bisogno per riassorbire le troppe persone rimaste senza lavoro in questi ultimi anni”. “La nuova impennata – conclude Donegà – del numero dei lavoratori coinvolti da ammortizzatori è un segnale preoccupante per la prospettiva industriale e occupazionale – aggiunge – anche considerando che in diverse situazioni si sta arrivando al termine della disponibilità degli ammortizzatori sociali conservativi. Prosegue il clima di incertezza che frena gli investimenti e riduce la capacità di ripresa”.

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Commenti
  • Sbirulino19

    Con l’evolversi del recente corona virus questi dati e statistiche rischiano di diventare vecchi, anzi vecchissimi.