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Mons. Lafranconi in Duomo:
'Viviamo così la settimana santa
anche se intrisa di sofferenza'

Una celebrazione della domenica delle Palme in Duomo intrisa di tristezza per la comunità cremonese che proprio ieri ha perso uno dei suoi pastori, don Alberto Franzini, parroco della Cattedrale. “Ma – come ha ricordato monsignor Lafranconi, vescovo emerito che ha celebrato la messa trasmessa dalla nostra televisione dalla Cattedrale vuota – la speranza che ha sostenuto la sua vita adesso diventa gioia piena nella beatitudine del Signore”.

La Messa ha avuto inizio con la benedizione delle palme dal fondo della Cattedrale, al canto di “rallegrati Gerusalemme” e la lettura del Vangelo della folla osannante prima della Passione. I quasi settanta metri della chiesa sembravano lunghissimi da percorrere con monsignor Lafranconi, due seminaristi e don Flavio che reggevano un ramo di ulivo. Sullo sfondo il grande affresco della Crocifissione del Pordenone di oltre 110 metri quadrati posto in controfacciata a richiamare la Passione. “Queste parole di saluto – ha detto monsignor Lafranconi  – sono dette da me con la voce ma anche dal vescovo Antonio con il suo cuore in attesa che finisca la sua quarantena”.  Poi la benedizione degli ulivi, l’osanna  e la processione verso l’abside e l’altare. Al Vangelo, la lettura della Passione secondo Matteo con le telecamere che indugiano sui drammatici particolari della Crocifissione del Pordenone nel silenzio dopo la lettura della morte di Gesù. Quindi monsignor Lafranconi nell’omelia ha ricordato come “Abbiamo iniziato la celebrazione con il brano di Gesù che entra in Gerusalemme, proclamato come il messia atteso. Più avanti nella Passione la scena è totalmente cambiata. I momenti in cui si è osannati sono fugaci, dimentichiamo in fretta il bene ricevuto dagli altri. – ha detto – Gesù lo sapeva bene, proponendosi la felicità, ha avuto la Croce. Le glorie di questo mondo sono tutte effimere, passano presto, contano poco. E passiamo dalla festa al calvario, attraverso il cenacolo perenne memoria di quello che si è svolto sul calvario”. Ha poi aggiunto “anche la pandemia passerà ma quello a cui aspiriamo è la felicità eterna. Che il signore ci garantisce con la sua resurrezione: viviamo così la settimana santa anche se intrisa di sofferenza e lacrime. I giorni della Passione sono lunghi, pesanti, ma non sono infiniti”.

 

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