Cronaca
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Rsa, le precisazioni di Ats: 'Fino al 3 aprile fatti 1500 tamponi tra Cremona e Crema'

 

Sul tema dei tamponi nelle case di riposo del territorio, interviene Ats Valpadana, che precisa come già dall’inizio dell’epidemia, fino al 3 aprile (data di pubblicazione della Circolare Ministeriale), nel territorio di competenza, Cremonese e Mantovano, “erano già stati effettuati 3166 tamponi ad operatori ed ospiti di Rsa, quasi metà dei quali presso le Asst di Cremona (1043) e Crema (473)”. Un totale di 1500 erotti tamponi nel territorio cremonese. Insomma, l’azienda territoriale respinge le accuse di chi afferma che non sia stato fatto abbastanza.

Inoltre, nonostante “le indicazioni regionali vigenti (alle quali questa Ats si è sempre attenuta) prevedono, per gli ospiti sintomatici, che le strutture effettuino il test in autonomia, in coerenza con il principio dell’autonomia gestionale” l’Ats della Val Padana, “in una logica di sussidiarietà, ha messo a disposizione delle Asst, per le Rsa, parte di una prima fornitura di tamponi pervenuti nei giorni scorsi da Regione Lombardia, destinata all’esecuzione del test al personale sanitario e sociosanitario oltre che ai soggetti Covid positivi del territorio per verificarne la guarigione”. 

L’Ats, infatti, non esegue direttamente i tamponi, ma “in accordo con le Asst territoriali (che mettono a disposizione i propri ambulatori e, se presente, il laboratorio) ha definito i percorsi per la loro esecuzione per gli operatori sanitari e sociosanitari anche delle Rsa – potenzialmente Covid o che devono rientrare al lavoro dopo la malattia – e per gli ospiti, in linea con le indicazioni regionali” continua Ats.

Per quanto riguarda gli ospiti, d’intesa con le Asst, “è stato impostato un modello organizzativo che prevede il prelievo del campione sugli ospiti sintomatici direttamente nelle Strutture, ad opera delle stesse. Alle Strutture sociosanitarie sono state fornite indicazioni sui laboratori delle Asst a cui rivolgersi per ricevere i tamponi necessari, la formazione e l’addestramento del personale, le istruzioni per la conservazione ed il trasporto dei campioni al laboratorio. L’Ats ha indicato inoltre il laboratorio di riferimento individuato per il proprio territorio ed ha fornito l’elenco dei laboratori autorizzati in Regione Lombardia, per ogni eventuale necessità”.

Di fatto, anche a seguito della Circolare Ministeriale del 3 aprile, “le strutture sociosanitarie stanno adottando approcci diversi rispetto all’esecuzione dei tamponi, più o meno estensivi (“a tappeto” o “mirati”) e con un diverso impatto sulla tenuta del sistema rispetto alla capacità analitica dei laboratori ed alla disponibilità dei reagenti sul mercato” continua la nota. “La criticità di questi temi è peraltro evidenziata nella stessa Circolare, che non a caso ha definito una gerarchia nei criteri di priorità per le tipologie di persone da sottoporre a tampone, in quanto (sino all’auspicata disponibilità di nuovi metodi diagnostici) un eccesso di test eseguiti può comportare ritardi nel ricevere l’esito o l’impossibilità di garantirli tempestivamente alle casistiche con più alta priorità”. 

 

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