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Degli Angeli: 'Sport in pericolo, servono misure a salvaguardia di salute ed economia'

Salute e attività fisica. Un connubio che dovrebbe andare sempre di pari passo, anche ai tempi di Covid-19. Purtroppo, però, in questa fase d’emergenza sanitaria palestre e centri sportivi denuncia uno stato di salute in difficoltà. Sempre più precario. E soprattutto con sempre meno certezze riguardo al futuro. “Ad oggi non ho sentito da nessuno una sola parola a sostegno della categoria a cui appartengo. Tutti gli operatori del fitness, gestori palestre, istruttori ed allenatori sportivi delle società dilettantistiche sono in grossa difficoltà”. Sono le amare parole del gestore di una palestra che opera nel cremasco, che per conta circa 30 centri fitness e decine e decine di società sportive ASD.

Dati alla mano, riporta il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marco Degli Angheli, in Italia ci sono circa 100 milaassociazioni dilettantistiche sparse sul territorio. Mentre, secondo i dati forniti dall’Istat, sono oltre i 20 milioni gli italiani che praticano sport. Più nel dettaglio, l’industria dello sport e del wellness, rappresenta un mercato che in Italia vale circa 10 miliardi di euro. Secondo le previsione fornite dalla Confederazione dello Sport, questo settore, tuttavia, è destinato a perdere almeno 1 miliardo di euro oltre alle 30 mila associazioni e società sportive dilettantistiche che chiuderanno i battenti.

Il Coronavirus sta avendo un forte impatto negativo sull’industria dello sport dilettantistico. In tal senso “è necessario intervenire con provvedimenti mirati e tenere in considerazione anche questo problema fin ora messo in secondo piano, sia da un punto di vista economico che per un punto di vista di salute”, come spiega lo stesso  Marco Degli Angeli che ha poi puntualizzato: “Oltre un milione di persone, quasi tutte precarie, è già rimasto senza un reddito. Bisogna evitare che rimanga in modo definitivo anche senza un lavoro. Qui ad essere in sofferenza sono tutti gli operatori del fitness, gestori, istruttori e allenatori delle asd”. A pensarci, per un primo momento, è intervenuto il Decreto Cura Italia, che sta garantendo ai collaboratori sportivi la cifra di 600 Euro.

Il duro colpo che Covid sta dando allo sport, però, non riguarda solo l’aspetto economico. “Il colpo più grave – denuncia Degli Angeli – lo accuseranno anche il fattore sociale e quello salute. Servirà muoversi con massima chiarezza sulle modalità di apertura per consentire ai gestori e professionisti di muoversi per tempo”. Lo sport, infatti, svolge “un’importante funzione a livello di salute fisica, riabilitativa e psicologica”.

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