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Togli un posto
a tavola,
c'è il virus

Lettera scritta da Pieremilio Priori

Ascoltando in questi giorni la enorme quantità di notizie/informazioni (non ultimi gli interventi specifici del settore a Mattino di Radio1) sulla ripresa della quotidianità post virus, mi sono immaginato questa situazione, che un tempo poteva apparire semi seria o visionaria, ma che ora potrebbe concretizzarsi nell’immediato futuro, che si auspica di breve (brevissima) durata.
Descrivo un aspetto della gestione anti virus nella ristorazione, a dimostrazione di che cosa ci ha colpito e soprattutto di quanto inciderà, socialmente ed economicamente.
Il fattore distanza lo conosciamo più o meno bene ed altrettanto lo possiamo immaginare; il problema è lo spazio a disposizione nei ristoranti per tavoli di almeno 1 metro e la loro distanza con gli altri tavoli, si parla di almeno 2 metri.

Proviamo invece ad immaginare la seguente situazione, che potrebbe apparire irreale o solamente esagerata.
Le posate e le stoviglie utilizzate dal cliente per pranzare sono potenzialmente infette. Il cameriere le riporta in cucina dove devono essere sanificate (lavastoviglie dedicata: sicuramente con filtri idonei e altro?); chi le maneggia e che svuota i piatti dai residui (pure potenzialmente infetti) deve essere protetto con maschera, guanti, camice e protettore del viso, come il personale ospedaliero che abbiamo visto in questi tragici giorni? Dove vengono smaltiti i residui? Ci sarà una raccolta differenziata per l’organico di provenienza “sala da pranzo”, differente da quello di provenienza “cucina” derivante cioè dalla preparazione del piatto e non venuto a contatto del cliente, ma del solo personale di cucina?

Il cameriere – con i guanti – porta in tavola la bottiglia (ad esempio del vino) che poi riporta in cucina, sparecchiando, e che è stata toccata dal cliente (si auspica senza guanti, ma soprattutto senza mascherina!). Il cameriere indossa i guanti, certo, ma questi non possono essere gli stessi che hanno toccato la bottiglia di un altro cliente, altrimenti trasferisce da un oggetto all’altro la contaminazione; quante volte devono essere sostituiti per servire un solo tavolo?
In buona sostanza: al ristorante sarà come essere in un laboratorio di medicina nucleare? con la sola differenza che qui le tracce del contaminante si “vedono” immediatamente anche in piccolissime quantità con strumentazione tipo Geiger; il virus invece non lo vediamo se non dopo test con risultati non immediati o purtroppo nei suoi effetti sanitari dopo giorni/settimane.

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Commenti
  • KRIZIA..

    Mi piacciono queste considerazioni..Sono talmente tante le situazioni variabili,che non ci avevo pensato !!!

    • Jeppetto

      Concordo, è una fotografia reale, impietosa (e anche forse involontariamente umoristica) di quello che sarà… Dell’applicazione delle contorte norme che sicuramente verranno, e saranno modificate 4 volte (come il modulo per l’autocertificazione! Cavolo 4 volte l’ho dovuto stampare, chissà quanta carta è stata sprecata in tutta la Lombardia 🙁 Ci sarà da “divertirsi” per i regolamenti in spiaggia… Mah?!