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Maxi operazione della gdf:
sequestrate 10mila mascherine
e 18mila guanti in lattice

10mila mascherina e 18mila guanti in lattice sequestrati dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale Cremona sul territorio cremonese, e in particolare presso una catena di grande distribuzione di Cremona, presso un commerciante all’ingrosso di Casalmaggiore e presso un’altra catena di supermercati a Soresina. Questo il bilancio di una serie di controlli sulle violazioni alle norme previste dal Codice del Consumo.

Nello specifico, a Cremona sono stati sequestrati 18.000 guanti, asseritamente in lattice, privi di ogni indicazione in lingua italiana sui materiali utilizzati per la produzione e sulle possibili allergie ed intolleranze che tali materiali potrebbero sviluppare in soggetti sensibili.

A Soresina invece, i finanzieri della Tenenza di Crema  hanno sequestrato 1.250 mascherine generiche, che non riportavano informazioni in lingua italiana sulle materie prime utilizzate e sul fatto che tali prodotti non garantissero in alcun modo la protezione delle vie respiratorie in quanto non utilizzabili come dispositivi di medici o di prevenzione individuale.

Infine a Casalmaggiore, presso un commerciante all’ingrosso di materiali per ferramenta che le aveva importate direttamente dalla Cina, sono state sequestrate, in quanto pronte per la commercializzazione, 9.000 mascherine generiche, anch’esse prive di ogni informazione in lingua italiana, ma anche prive delle avvertenze sul fatto che non erano in grado di garantire in alcun modo la protezione delle vie respiratorie in quanto non utilizzabili come dispositivi medici o di prevenzione individuale.

Tutti i prodotti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo ed è stata avvisata la Camera di Commercio di Cremona, che si occuperà di comminare le sanzioni amministrative.

Il Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, meglio noto come Codice del Consumo, sancisce il diritto per ogni consumatore di veder garantiti i propri diritti (tra i quali il diritto alla tutela della salute, alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti acquistati). Ciò è possibile attraverso una adeguata, corretta e trasparente informazione. Per tali ragioni tutti i prodotti destinati al consumatore e commercializzati sul territorio nazionale devono riportare, in lingua italiana, chiaramente visibili e leggibili oltre alla denominazione merceologica i dati del produttore o importatore, il Paese di origine se situato fuori dell’Unione europea e, cosa non meno importante, l’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente nonché i materiali impiegati ed i metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto.

Laddove necessario devono essere anche chiaramente indicate le eventuali precauzioni e destinazione d’uso per una corretta e sicura fruizione del prodotto stesso. La violazione di tali obblighi comporta l’irrogazione di sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 516 euro fino ad un massimo di 25.823 euro. In tale contesto si inserisce l’azione di contrasto alle frodi posta in essere dal Gruppo della Guardia di Finanza di Cremona che nel corso di due distinte operazioni condotte nel capoluogo e nel casalasco ha effettuato i sequestri.

Le attività costantemente svolte dalla Guardia di Finanza al contrasto delle frodi e della diffusione di prodotti non sicuri hanno lo scopo di tutelare i consumatori che devono essere posti nelle condizioni di poter valutare cosa acquistano e soprattutto che livello di protezione assicurano i beni acquistati che, almeno apparentemente, assomigliano a dispositivi medici e dispositivi di protezione individuali. Ma non meno importante è anche la tutela di tutti quegli imprenditori che svolgono la loro attività nel rispetto delle norme e delle regole del mercato che vengono danneggiati da comportamenti scorretti e sleali.

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