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Rsa a rischio sopravvivenza
Scatta l'interesse dei privati
CR Solidale: no crisi di liquidità

Liste d’attesa bloccate da mesi, posti letto lasciati vuoti, bilanci in profondo rosso, medici e infermieri scoraggiati pronti a lasciare, rischio licenziamento per diversi dipendenti. La bufera del Covid19 con la lunga scia di lutti che si è abbattuta sulle trenta RSA della nostra provincia, una inchiesta giudiziaria aperta che rischia di durare mesi, le tensioni, la solitudine e la rabbia di chi è stato lasciato solo e senza strumenti contro l’epidemia, la disperazione dei parenti. Le morti hanno segnato le Rsa con percentuali da brivido, grosso modo tra il 20 e il 25% come successo al Pio Albergo Trivulzio di Milano o in altre realtà.

In poche settimane le case di riposo della nostra provincia, una ricchezza sociale e assistenziale della nostra provincia con una storia secolare di donazione, carità e altruismo invidiate da altre territori, sono diventate un problema su cui le istituzioni, in prima fila la Regione, si tolgono il problema non affrontandolo. Con i posti letto bloccati e quindi senza le rette, le case di riposo adesso rischiano la sopravvivenza. Walter Montini, presidente provinciale dell’Arsac, l’associazione che le raggruppa, ha già detto che qualcuna di loro potrebbe portare i libri in tribunale. Intanto tra gli addetti ai lavori si sussurra che qualche privato, leader nel business dell’assistenza agli anziani, abbia cominciato a sondare il terreno per eventuali acquisti.

AGGIORNAMENTO – A proposito della situazione di Cremona Solidale, l’azienda precisa che “in nessun Consiglio di Amministrazione né in altri contesti il Direttore Generale dott. Tanzi ha dichiarato che a luglio l’Azienda non avrà le risorse economiche necessarie al pagamento degli stipendi ai dipendenti. In questo momento l’Azienda ha sufficienti liquidità ossia ha capacità di far fronte alle spese correnti. Pertanto gli stipendi saranno regolarmente pagati.
Ovviamente non mancano giustificate preoccupazioni legate alla difficile situazione che tutte le strutture socio-sanitarie stanno vivendo, ma l’Azienda e le altre RSA della provincia si stanno muovendo su più fronti per avviare il prima possibile la cosiddetta “fase 2” e garantire così la ripresa di buona parte delle attività.”

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