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'Bergamo e Brescia candidate
insieme a Capitale italiana
della Cultura. Cremona?'

Lettera scritta da Maria Vittoria Ceraso

Gentilissimi,

I sindaci di Bergamo Giorgio Gori e Brescia Emilio Del Bono con i rispettivi assessori alla cultura Nadia Ghisalberti e Laura Castelletti, hanno annunciato oggi di essersi alleati per un obiettivo: candidarsi insieme a Capitale italiana della Cultura 2023.

Le due città, gravemente colpite dal coronavirus, hanno voluto stringere un’alleanza per diventare simbolo di rinascita e ripartenza. “Un messaggio di fiducia che vorremmo condividere con tutto il Paese” scrive su Twitter il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. “I nostri territori escono da mesi di grande sofferenza. Ora abbiamo scelto di annunciare  un cammino e un progetto condiviso”.

Al dossier per la candidatura lavoreranno in stretta sinergia gli assessori alla cultura Ghisalberti e Castelletti, mentre il progetto ha già identificato una partnership importante con il gruppo Ubi Banca. Un modo per guardare al futuro con ottimismo e nel segno della rinascita dei due territori.

E la nostra Cremona? La candidatura a Capitale italiana della Cultura non era forse uno dei punti cardine del programma del Sindaco Galimberti? Come mai, nonostante la stretta amicizia manifestata anche in campagna elettorale con i due Sindaci di Brescia e Bergamo, dello stesso colore politico del nostro Sindaco, Cremona è rimasta esclusa da questo progetto?

Bergamo, Brescia e Cremona hanno vissuto uno dei momenti più cupi della loro storia pagando un tremendo tributo all’epidemia Covid-19. Territori affini, una sofferenza comune, ma per ora solo due di queste città, Bergamo e Brescia stanno dimostrando di cogliere l’occasione per ripensare il proprio sistema di produzione e offerta culturale, a tutti i livelli, attraverso un percorso condiviso che vede cittadini, istituzioni e imprese accomunati dalla consapevolezza  che serve fare un lavoro che non può essere svolto individualmente ma deve essere, necessariamente, il risultato di un’attivazione complessiva delle energie territoriali.

Cremona non merita di essere messa da parte, di rimanere indietro in un percorso di rilancio culturale e turistico che deve ripartire da subito come stanno dimostrando Bergamo e Brescia che, attraverso una simbolica candidatura condivisa dei loro territori a Città italiana della Cultura 2023, hanno individuato proprio nella cultura la leva della rinascita  manifestando una volontà unica di risollevarsi dal dolore e progettare un domani sereno.

I tragici fatti degli ultimi mesi hanno comportato la sospensione di  tutte le attività culturali imponendo una seria riflessione sul come e cosa significherà fare cultura nei prossimi anni posto che non è pronosticabile il momento del ritorno a una situazione di normalità per come la si intendeva solo pochi mesi fa. La sfida, oggi, è creare qualcosa di nuovo, andare avanti con una consapevolezza differente e stimoli inediti.

Questo si aspettano anche i cittadini cremonesi e pertanto chiedo a Sindaco e Giunta di cominciare da subito a progettare il futuro e darsi un obiettivo strategico come hanno fatto Brescia e Bergamo, per ricostruire l’immagine vera della nostra città prima che venisse travolta dall’epidemia, una città di grande bellezza che deve rendersi sempre più attrattiva grazie a turismo culturale, arte e spettacolo.

Cordialmente.

Maria Vittoria Ceraso

Viva Cremona

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Commenti
  • antonio1956

    Gent. ma, apprezzo che si rivolga a tutti e non solo al Direttore, come fanno altri, con il “Gentilissimi” in apertura. Leggendo Cremona Oggi con attenzione mi sfugge un particolare.
    L’assessore Luca Burgazzi ha avviato “interlocuzioni” prima o dopo questa sua lettera ?

  • Marengon

    Il guaio di approccio nelle cose di taluni con responsabilità politico-amministrativa, a Cremona, è di ritenersi il TOP. Non ascoltano, non coinvolgono e pensano di essere autosufficienti. L’esser pieni di sè, a volte non basta per portare a casa dei risultati apprezzabili…
    A mio giudizio il paradigma è cambiato. E il futuro non aspetta i ritardatari…
    Se non si coinvolgeranno le migliori forze che Cremona ha e può esprimere per il bene della Città, continueremo ad avere adolescenti alla guida di settori strategici che saranno considerati tali, dentro e fuori Cremona.