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Il difficile avvio delle riaperture
Pd e M5S contro le regole
da 'Far West' sui tamponi

Prime reazioni critiche alla delibera regionale sulle “Determinazioni in merito alle attività di sorveglianza in funzione dell’epidemia Covid-19” del 7 maggio 2020 che disciplina l’utilizzo dei tamponi a fini epidemiologici. “In Lombardia – afferma il consigliere Dem Matteo Piloni –  i medici di base possono prescrivere i tamponi ai loro pazienti che presentano i sintomi.
Le aziende che vogliono farli ai loro dipendenti dovranno pagare i test a proprie spese.
Una volta trovato il laboratorio che glieli fa, lo stesso laboratorio deve trovare uno dei 43 laboratori autorizzati per garantire almeno il 10% dei tamponi. Se i tamponi non bastano, il laboratorio può farne di più, ma l’incremento è così suddiviso: l’80% per la Regione e 20% per il privato.
Nel frattempo nei 43 laboratori cominciano a scarseggiare i reagenti, che Regione non fornisce loro. E che invece i laboratori privati hanno.
E un cittadino che vuole farsi il test? La regione non lo prevede, ma molti laboratori privati li fanno. Basta pagarlo. E fuori dalla raccolta dati della Regione.
Nel frattempo lunedì riaprono bar, ristoranti, parrucchieri, palestre, piscine. Sempre che trovino i dispositivi e siano in grado di rispettare le distanze. Benvenuti nel Far West!”.

Sullo stesso tono Massimo De Rosa, M5S: “In materia di test sierologici, Regione Lombardia ha confermato ancora una volta, nonostante non ve ne fosse bisogno, la propria incapacità nel gestire questa emergenza” attacca il consigliere regionale Massimo De Rosa. “Con questa delibera la Giunta Regionale ha aperto ai privati la possibilità di effettuare quei test sierologici che fino a ieri la Giunta stessa, per bocca dell’assessore Gallera invitava ‘a non fare, perché non servono’.
“Il paradosso di questa delibera è che scarica sui datori di lavoro la responsabilità della salute dei dipendenti stessi, senza sia dato loro il minimo strumento per garantirla” spiega De Rosa: “Al datore di lavoro spetta sottoporre, pagando di tasca propria i test, per i quali Regione Lombardia non ha fissato un prezzo calmierato, i dipendenti. I problemi arrivano nel caso in cui un dipendente dovesse malauguratamente risultate positivo. Sempre al datore di lavoro spetta il compito di trovare e processare quegli stessi tamponi rino-faringei che la stessa Regione ha ammesso essere incapace di trovare. Il dipendente dovrà invece mettersi in auto-isolamento, con lui tutti i colleghi che hanno avuto contatti con lui, con conseguente blocco dell’attività produttiva per l’azienda stessa, e i suoi famigliari. Non solo, i dipendenti positivi al test sierologico e colleghi non potranno essere messi in malattia, in quanto ATS riconosce la malattia solo per i positivi al tampone, dovranno pertanto passare il loro periodo di isolamento in ferie forzate. Insomma un pasticcio degno del modo in cui l’assessore Gallera e il presidente Fontana hanno gestito l’emergenza fin dall’inizio. Purtroppo il risultato sarà che i test non saranno effettuati, la popolazione non verrà sottoposta a screening e la Lombardia continuerà a non uscire da questo incubo, rimanendo la regione con più contagiati, e più morti, d’Italia” conclude il consigliere pentastellato.

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Commenti
  • Chicca

    Ma vi sembra giusto dover pagare i test o tamponi ?

  • You

    A me risulta che ognuno di noi abbia il diritto legale di proteggere la nostra salute e anche di sapere se siamo portatori di malattie o ne abbiamo avute di tali che potrebbero compromettere il nostro stato fisico in futuro, quindi mi sembra assurdo e illegale impedire alla gente di accedere ai mezzi necessari per farlo! Se tamponi e test sierologici sono utili per proteggere noi stessi e le nostre famiglie non deve esistere nessun decreto che può impedirci di accedere ad essi! Abbiamo il diritto di sapere se stiamo bene o siamo malati e il fatto che la Regione Lombardia ci stia togliendo questo diritto è una vergogna! Soprattutto quando le altre regioni italiane invece lo riconoscono e concedono ai loro cittadini! Questa è materia per una class action legale contro la Lombardia!

    • Sbirulino19

      Scusa ma per esempio, per fare le analisi del sangue non paghi? Io l’ho sempre fatto come milioni di persone in tutte le regioni italiane, non ho capito perché adesso non ti sta più bene.

      • You

        Sono arrabbiata perché ci sono regole assurde e capestro create apposta per impedire il più possibile alla gente di accedere a test e tamponi. Se non lavori in una grande azienda o in un ente sei praticamente fuori e devi cercarti un laboratorio privato. E non si capisce bene neanche come funziona questa cosa e non ho neppure idea di dove siano questi luoghi, non c’è neanche un elenco, ti devi arrangiare e basta. E se sei positivo al test rimani in un limbo per giorni e settimane, non puoi lavorare perché potresti essere ancora positivo al Covid e non puoi neanche prendere malattia perché potresti essere negativo! Ma che storia è questa??? Il problema non è pagare un test, il problema è essere messi nell’impossibilità totale di poterlo fare!

        • Sbirulino19

          È uguale in E. R., si paga se vuoi farlo e tra l’altro non è attendibile al 100%. E poi è logico che se lo fai il test e poi risulti positiva ti mettono in quarantena e ci mancherebbe! Mica sarà colpa si fontana se puoi essere contagiosa! Ci sono sindaci che i test ai loro cittadini li fanno fare, chiedi di farlo al tuo sindaco, ma ripeto non servono, è una statistica o poco più.

        • Tuono

          Ok. Supponiamo che ti fanno il sierologico e risulti positiva. Che fai? Ti fideresti ad andare in giro senza mascherina e senza prendere le dovute precauzioni? Idem per il tampone. Non ci sono certezze in niente e nessuno può dirti e assicurarti che non potresti o potresti riammalarti. Il tampone è attendibile all 80%.Del sierologico non si sa ancora cosa è più importante prendere in considerazione se igm o igG piuttosto dei qualitativi o quantitativi. Nessuno e’ certo di niente!!! Brancolano tutti nel buio e aggrapparsi a qualcosa non significa aver visto la luce infondo al tunnel.

    • Mirko V.

      In assenza di trattamenti specifici disponibili, testati e approvati da assumere per via orale, quindi a casa (es EIDD-2801 – https://stm.sciencemag.org/content/12/541/eabb5883), alla salute dovresti pensarci tu con l’alimentazione e il tuo medico attraverso una prevenzione farmacologica con quei presidi che si usavano e studiavano quando gli antibiotici e i sulfamidici non erano ancora stati scoperti. Quindi con le vitamine a dosaggi adeguati (A, C, D), il lisozima, il glutatione, i lavaggi nasali con soluzioni saline isotoniche o ipertoniche a seconda dei casi, ecc.
      Se solo non li considerassero rimedi della nonna, ci fosse dimestichezza con analoghi e forme intermedie atte ad esplicare il potenziale terapeutico e limitare eventuali meccanismi di accumulo, ci fosse la voglia di modulare una risposta nel tempo al posto di stroncarla, forse, la situazione sarebbe e sarebbe stata diversa…
      Il tampone/test, data l’alta variabilità e le linee guida, è al momento un modo per finire rinchiusi per un tempo indefinito oltre alla quarantena già fatta, soprattutto qua da noi, e senza quelle garanzie che ti aspetteresti. (https://www.cmsantagostino.it/downloadFile/76204)

  • Tuono

    Che opposizione!!! Saranno i migliori in musicologia e in tematiche ambientali…. ma preferirei leggere contestazioni da esperti virologi.