Cronaca
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'Licenziamento' Cauzzi: i consiglieri che l'hanno votato scrivono ai soci

Coda al botteghino del Ponchielli (foto d'archivio)

Sono contenute in una lettera inviata ieri sera ai soci della fondazione del teatro Ponchielli da due membri del Cda, Francesca Pagani e Andrea Rurale, le motivazioni alla base della scelta del Cda di cambiare la direzione del teatro dopo 33 anni di lavoro di Angela Cauzzi. La lunga lettera è una risposta alle critiche espresse da una parte della compagine sociale di fronte alle modalità con cui la sovrintendente è stata allontanata e cerca di dare ragione dell’avvicendamento. Ricordiamo che il Cda ha scelto martedì scorso di non confermare  Cauzzi sulla base di un voto a maggioranza, con il voto contrario della consigliera Anna Lazzarini, ma con il beneplacito del presidente del Cda che di diritto è il sindaco di Cremona.

Rurale e Pagani sono stati nominati ed eletti a fine 2019 nel consiglio di amministrazione del Ponchielli. Il primo è professore di marketing alla Bocconi e presidente dell’Istituto musicale Monteverdi, la seconda è ricercatrice universitaria in letteratura Francese, diplomata in canto presso l’istituto Monteverdi. La lettera non fa cenno alle motivazioni di tipo artistico e di programmazione che potrebbero essere alla base della scelta di cambiare il corso del teatro, ma adduce innanzitutto motivazioni economiche: “A ottobre il bilancio consuntivo del 2019 si presentava con la prospettiva di forti perdite (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro) e il previsionale 2020 che ci è stato sottoposto nel corso della nostra prima riunione del CdA aveva uno squilibrio di quattrocentomila euro. Abbiamo evidenziato nel corso dei nostri interventi in Consiglio che la situazione del Ponchielli era compromessa e che questo non poteva essere sanato con il solo apporto di nuovi soci né essere attribuito alla scarsa sensibilità dell’Amministrazione comunale: in quest’ultimo caso, l’evidenza mostrava il contrario”.

I due consiglieri non risparmiano accuse: ritengono alcune spese “non economiche e talora non consone perchè provenivano da fornitori abituali a cui non era mai stata applicata una comparazione”.Ad altri – aggiungono-  e al tempo valutare l’impatto di una sovrintendenza dal corso così lungo da essere un’assoluta anomalia in Italia e all’estero. Ora, guardando al presente e alla necessità di progettare il futuro, abbiamo ritenuto, con gli altri componenti del CdA, ad esclusione della consigliera Lazzarini, che, a fronte alla disponibilità della Sovrintendente a proseguire l’incarico dopo la scadenza del triennio (il 31.12.2020), fosse opportuno rispondere con un cortese rifiuto e procedere, come molti di Voi hanno sollecitato, a una valutazione comparativa per individuare una figura che progettasse con un pieno mandato di un triennio il futuro del Teatro. L’ascolto dei soci, portato avanti dal Presidente in primis, è stato al centro delle attenzioni, riflessioni e delibere del CdA”.

I due consiglieri poi respingono l’accusa di aver liquidato senza alcuna attenzione al  passato la Cauzzi: “Nessuno intende mettere in dubbio il lavoro svolto dalla Sovrintendente nei suoi trentatré anni al Ponchielli e il prestigio culturale raggiunto. La risposta che il CdA ha quindi elaborato e a lei indirizzato nell’incontro di martedì 12 maggio u.s. ne è una testimonianza e attestazione: abbiamo ringraziato la Sovrintendente “per avere contribuito alla promozione della cultura dello spettacolo dal vivo, non solo a Cremona, ma pure in un ambito nazionale, rimarcandone i meriti che “hanno permesso a Cremona di consolidare una posizione di tutto rispetto nel panorama culturale”. “Siamo a disposizione di tutti i soci per chiarire quanto riterranno di voler approfondire”, concludono i due consiglieri.

Il futuro del teatro sarà quindi affidato a una figura scelta da una società specializzata nella ricerca di personale: “Senza alcun ripiegamento provinciale, la conoscenza del territorio si sta dimostrando, negli ultimi tempi, il filo conduttore delle attività culturali che le città d’arte come Cremona dovranno intraprendere. È pertanto indispensabile fare rete con le realtà culturali locali in modo efficace. Questo obbiettivo non confligge, anzi si completa, con la necessità di una valorizzazione rivolta a un target internazionale”.

Una posizione, quella dei due consiglieri, non condivisa unanimemente, come fa notare in una lettera Anna Lazzarini: “La proposta per il percorso di sostituzione certo, tiene conto del vostro prezioso suggerimento circa la necessità di fare ricorso a una società di Head Hunting, ma non ha visto momenti di confronto e condivisione nel merito delle strategie da mettere in atto e delle numerose decisioni da prendere in vista del cambiamento ancora da progettare, né all’interno del CdA, né con i Soci”. O il rappresentante dei soci in assemblea Walter Montini, che per questo si è dimesso: “Faccio notare i risultati positivi degli ultimi bilanci; la difficile situazione che attraversa tutti i teatri in questa stagione della pandemia, e del post-pandemia, per alcuni versi drammatica e insidiosa; la necessità di consolidare quindi una gestione positiva della Fondazione con il Consiglio di amministrazione che oggi registra l’ingresso di due nuovi consiglieri ai quali per ora, essendo di nomina recente, non può ascriversi alcun merito al riguardo. “Non si cambia cavallo mentre si guada il fiume” – dice un proverbio argentino recentemente evocato da papa Francesco – per questo e pensavo ad una opportuna continuità”.

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