Cronaca
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Malvezzi, 'teatro una istituzione che non può essere strattonata da antipatie personali'

Interviene sull’affaire Ponchielli, il capogruppo di FI Carlo Malvezzi relativamente al ‘siluramento’ del direttore Angela Cauzzi, dopo oltre 30 anni di lavoro. “Il teatro Ponchielli”, scrive Malvezzi in una nota, “è una prestigiosa istituzione della nostra città che merita il rispetto di tutti, a partire da chi ha l’onore di presiederla temporaneamente. Non merita invece di essere strattonata e condizionata dalle antipatie o simpatie personali di chi è stato eletto per perseguire solo il bene del teatro e della città. Rispettare un’istituzione significa anche riconoscere il percorso umano e professionale di chi vi ha lavorato con dedizione ed impegno per tanti anni. Ci sono molti modi per accompagnare un naturale avvicendamento in un ruolo importante come quello del Sovrintendente: con Angela Cauzzi è stato scelto il peggiore. Colgo questa occasione per ringraziare pubblicamente la Dottoressa Cauzzi per tutto quello che ha dato generosamente alla città.
Suscita preoccupazione e perplessità il metodo proposto dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione per individuare il nuovo Sovrintendente. Si ha la chiara percezione che da parte del Comune di Cremona vi sia la ferma volontà di incaricate una precisa persona e che tale obbiettivo sia stato perseguito fin dalla scelta dei componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione.
Questo disegno troverebbe conferma anche nella iniziale volontà del Sindaco di procedere alla sostituzione della dottoressa Cauzzi mediante una semplice manifestazione di interesse su base locale e, una volta fallito questo obbiettivo, nell’ostinazione di voler introdurre requisiti paradossali e francamente molto provinciali quali la conoscenza della lingua inglese e della città per un profilo che dovrebbe essere di respiro internazionale. Non si sta cercando una guida turistica ma un manager che porti il mondo a Cremona e Cremona nel mondo.
Questa decisione, assunta a maggioranza, ha generato inevitabili tensioni nel Consiglio di Amministrazione e tra i soci, e rischia di tradire lo spirito e la natura della Fondazione, nella quale dovrebbe prevalere la collaborazione e la condivisione degli obbiettivi e non la prevaricazione e l’imposizione da parte della politica. Una situazione senza precedenti che ha un preciso responsabile.
Se si è scelta la strada di affidare ad una società specializzata la selezione delle migliori candidature, scelta che peraltro io condivido, il mandato deve essere pieno e non deve prevedere vincoli che appaiono funzionali a cucire un vestito su misura per un candidato prescelto. Sarebbe del tutto inopportuno che i Consiglieri di Amministrazione che saranno chiamati a scegliere il nuovo Sovrintendente, presentassero essi stessi delle candidature. Si vaglino invece i migliori profili, lo si faccia con rigore, serietà e trasparenza, avendo come orizzonte il mondo.
L’obiettivo che ci attende è far grande Cremona. Non riduciamolo a piccoli giochi di potere”.

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