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DUC- Plateatici gratuiti, già 80
richieste. Proposta parcheggi
gratis la prima ora

Già un’ottantina le richieste di plateatico gratuito a Cremona: massiccia l’adesione da parte del commercio cittadino all’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per agevolare la ripartenza dopo l’emergenza Covid. Questo è emerso nel corso dell’ultima riunione del Duc, svoltasi nel pomeriggio di giovedì, a cui hanno preso parte le associazioni dei commercianti, Confcommercio, Asvicom e Confesercenti, oltre ai rappresentanti istituzionali. Un’occasione per fare il punto della situazione e per definire i prossimi passi.

Sul tema dei plateatici, la richiesta da parte delle associazioni di categoria è quella di concedere gratuitamente anche la posa delle fioriere e la tassa sull’ombra. “Richieste su cui l’amministrazione è stata possibilista” sottolinea Paolo Regina, direttore di Confcommercio Cremona. “L’idea sarebbe di arrivare a costo zero su tutto”.

“Chiaramente non sempre si riesce a ottenere esattamente quello che si vorrebbe, perché ci si deve scontrare con situazioni logistiche o di circolazione, ma dove si può c’è piena collaborazione da parte del Comune” aggiunge Antonio Pisacane, segretario generale di Asvicom.

Altro tema importante è quello dei parcheggi: “Abbiamo chiesto al Comune di valutare delle iniziative che favoriscano la sosta in centro” spiega il direttore Confcommercio. “A questo proposito, abbiamo proposto che venga allungato a tre ore il tempo massimo di sosta sulle strisce blu, per consentire uno shopping tranquillo in un momento in cui le procedure per questioni di sicurezza si sono allungate. Chiediamo inoltre che la prima ora sia gratuita”. Una proposta che il Comune ha promesso di valutare e su cui dovranno seguire altre riunioni.

Ma le associazioni di categoria chiedono soprattutto chiarezza sulle normative. ” Quello che abbiamo chiesto, e che è stato appoggiato da tutte le associazioni, è che occorre avere certezza e uniformità di interpretazione delle norme, che sono già abbastanza confuse e contraddittorie”, evidenzia Regina. Si sono ad esempio verificati casi di controlli in cui venivano rimproverati i titolar e commessi di un negozio di abbigliamento perché non indossavano i guanti, “ma per loro tale obbligo non è previsto, mentre devono invece fornirli ai clienti” spiega Regina. “Insomma, è necessario che vi sia uniformità nell’interpretazione normativa, altrimenti una volta superata la fase di morbida e quando scatteranno le sanzioni i commercianti rischieranno di stare in balia dell’arbitrio del singolo”.

“E’ importante che passino i messaggi corretti” rincara la dose Pisacane. “Ad esempio il fatto che nei bar e ristoranti non vi è l’obbligo di entrare con i guanti, ma gli esercenti devono mettere a disposizione il detergente. E’ invece obbligatorio accedere con la mascherina, che si può poi togliere una volta seduti al tavolo”.

Non ultima, si è discussa la questione degli assembramenti, per i quali il sindaco Gianluca Galimberti ha già richiamato i cittadini nei giorni scorsi e che ha chiesto aiuto alle associazioni di categoria affinché sensibilizzino gli imprenditori sul tema. “A questo proposito bisogna saper discernere” dice Pisacane. “L’inciviltà e la mancanza di buon senso di pochi non deve diventare responsabilità di chi gestisce le attività, che non può farsi sceriffo di quanto accade al di fuori del proprio locale”.

“La stragrande maggioranza degli esercenti è attento al rispetto delle regole, non si può addossare a loro le colpe per coloro che poi si radunano altrove, magari a bere birra comprata al supermercato” fa eco Regina. “Bisogna vigilare tutti insieme ma senza trovare un capro espiatorio nell’esercente”.

Laura Bosio

 

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