Un commento

Dopo la Casa di Stradivari,
in vendita anche quella
di Sant'Omobono

Cremona non ama le case dei suoi grandi cremonesi, le demolisce o le vende. Da qualche mese è in vendita la casa nuziale e bottega di Antonio Stradivari, in corso Garibaldi. Tante richieste dall’estero (Giappone, Stati Uniti, Russia, Corea del Sud), un timido sondaggio del Comune con il proprietario Giorgio Soldi poi il blocco del coronavirus e la casa del più grande tra i liutai è lì, chiusa, dopo l’interruzione dell’attività commerciale di “Tè per due”. L’altra casa del liutaio quella storica sul piazzale di San Domenico nel quartiere dei liutai, venne abbattuta quando si realizzò la Galleria. Perfino il luogo della sepoltura agli attuali giardini pubblici non è la sua tomba. Il corpo sparì durante la demolizione della grande basilica di San Domenico.
Ma c’è un’altra casa storica in vendita, quella del Santo patrono della città, Sant’Omobono. E lo è da diverso tempo. Si trova in vicolo Sant’Omobono, quella stradina che collega via Leonida Bissolati a via Ruggero Manna e che sbuca proprio di fronte alla Chiesa di Sant’Omobono un tempo dedicata a Sant’Egidio. Del quartiere medievale che sorgeva lì intorno alla chiesa non è rimasta traccia se non la casa del Santo trasformata nel 1605 in oratorio e sede di una confraternita posta sotto la protezione del patrono di Cremona. Una lapide settecentesca inserita in un elegante portale marmoreo e che ricorda che lì abitò il mercante Omobono Tucenghi abbellisce la facciata del palazzo. I cremonesi più anziani ricordano che era usanza, in occasione della festa di Sant’Omobono, andare a visitare quella casa oltre che la chiesa lì vicina e la cripta della Cattedrale che conserva il corpo del Santo. Oggi il palazzo è stato completamente ristrutturato ed è in vendita.
Ricordiamo che solo tre anni fa era stato demolito in via Mantova, angolo via dei Cappuccini, quel che restava del convento dei frati dove si rifugiò Lodovico Picenardi, il celebre Fra’ Cristoforo dei Promessi Sposi.

 

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Commenti
  • Paolo Fedele

    Il comune la provincia la regione non hanno soldi da investire per ste cazzate…. Meglio metterseli in berta…… La storia non insegna purtroppo per chi è cieco e sordo