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La Polizia Locale di Cremona
a Bozzolo per ricordare
monsignor Alberto Franzini

Le celebrazioni del 160esimo anniversario della nascita del corpo della Polizia Locale di Cremona hanno avuto una propaggine anche a Bozzolo, dunque in provincia di Mantova ma sempre presso la Diocesi cremonese, per ricordare la figura di colui che, negli ultimi anni, è stato l’assistente spirituale e il cappellano per gli agenti cremonesi. Parliamo di monsignor Alberto Franzini, scomparso il 4 aprile scorso.

Per questo una delegazione della Polizia Locale di Cremona, accompagnata da una delegazione del comune di Bozzolo, nel pomeriggio di sabato si è recata al cimitero bozzolese. Una cerimonia semplice, ricordando non solo don Alberto, ma anche i suoi genitori Rina Cozzani e Carlo Franzini, oltre allo zio don Aldo Cozzani, che fu peraltro sacerdote a Cremona alla parrocchia di Cristo Re. Tra l’eterno riposo e la benedizione del parroco don Luigi Pisani, sono stati alzati i vessilli. Il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio – in rappresentanza del comune assieme al vicesindaco Gianpaolo Bosi, al capogruppo di minoranza Andrea Ghidorsi, ai referenti della polizia locale di Bozzolo Gianfranco Casella e Giuliana Scaglioni e al volontario Giancarlo Penci – in fascia tricolore ha ricordato l’unione nel segno di don Alberto tra Cremona e Bozzolo, passando per Casalmaggiore, dove per 17 anni è stato parroco.

E’ stata evidenziata la necessità del ricordo, dopo il funerale svolto con regole ferree in piena emergenza Covid-19, ed è stato evidenziato l’omaggio civile, ma anche militare, con don Alberto che in questo ricorda da vicino don Primo Mazzolari, che fu cappellano militare negli anni della Prima Guerra Mondiale. Lo scambio di doni con Barbara Manfredini, assessore del comune di Cremona, alla presenza di Pierluigi Sforza, comandante della Polizia Locale cremonese e degli agenti Maria Rosa Bricchi, Sergio Priori, Daniele Rodondi, è passato anche dal ricordo di don Alberto tracciato dalla stessa Manfredini. Don Alberto fu tra i primi – ha detto l’assessore cremonese – a riscoprire, nell’unione tra pensiero civile, politico e religioso, la figura di don Primo Mazzolari.

Infine è toccato a don Luigi estendere il ricordo ad altri sacerdoti cremonesi caduti per il Covid-19, su tutti monsignor Vincenzo Rini. Dal comandante Sforza, alla presenza di alcuni parenti di don Alberto, è giunto il grazie per la squisita ospitalità bozzolese, prima di proseguire il pellegrinaggio verso la chiesa di San Pietro. Qui don Luigi ha spiegato i simboli presenti sulla tomba di don Primo Mazzolari, con la lampada eterna dono di Paolo VI e la rosa portata da Papa Francesco nel 2017, chiudendo la visita presso quello che fu lo studio di don Primo, ancora conservato intatto praticamente in ogni particolare.

Giovanni Gardani

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