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Medici cremaschi contro la
costruzione ospedale di Cr.
'Serve medicina di prossimità'

No al nuovo ospedale a Cremona: 23 medici che operano presso il Maggiore di Crema hanno firmato la lettera inviata ai vertici di Regione Lombardia per sostenere che non è necessaria la costruzione di un nuovo ospedale, ma occorre invece rafforzare la medicina di prossimità. Primo firmatario il dott. Attilio Galmozzi, medico di pronto soccorso che più volte aveva sottolineato questa tesi.

Da qualche settimana nel capoluogo di provincia, dietro suggerimento dell’europarlamentare Massimiliano Salini che ha lanciato l’idea, si sta discutendo della costruzione di un nuovo ospedale, la cui realizzazione dovrebbe essere finanziata con i fondi del Mes. Un investimento complessivo da 245 milioni di euro. Un’ipotesi, che sembra diventare ogni giorno più concreta, che ha fatto storcere il naso al territorio cremasco che già in passato aveva lottato per l’autonomia dell’ospedale di Crema.

La lettera, di seguito riportata integralmente, è stata inviata ai gruppi consigliari del Pirellone, al presidente Fontana e ai suoi assessori.

Serve più territorio. Lo abbiamo vissuto drammaticamente in questi mesi di emergenza sanitaria dove il territorio, inteso come medicina di prossimità, è stato assente. Decenni di disinvestimento, tagli di risorse, posti letto e una medicina territoriale sempre meno presente a accessibile hanno rappresentato il fulcro del fallimento gestionale dell’emergenza Covid.

Servono risorse per il territorio, servono due piani di cura: a bassa intensità in presidi territoriali aperti almeno nelle 12 ore diurne; visite medico-infermieristiche domiciliari per andare incontro alla fragilità di pazienti che non necessitano di ospedalizzazione ma di presa in carico domiciliare; ambulatori territoriali polispecialistici per la prevenzione, l’educazione sanitaria, con una diagnostica di base, dove i Medici di Medicina Generale possano gestire al meglio i quadri clinici a basso impatto. E un secondo piano, ovvero l’ospedalizzazione, che non può più essere indiscriminata, inappropriata ma qualificata e puntuale, con piani di formazione adeguati, personale non ridotto al lumicino, tecnologia e posti letto a medio-alta intensità, per il paziente acuto.

Se provassimo ad utilizzare i 250 milioni di euro paventati per la costruzione di un nuovo (utile?) ospedale a Cremona per una grande sperimentazione nazionale di medicina di prossimità? Un laboratorio lombardo, in sinergia con le Asst, gli Ordini Professionali, i Medici di Medicina Generale, Medici e infermieri ospedalieri e le Università?

Il SSR Lombardo ha eccellenze e criticità; lo abbiamo visto in questi mesi drammatici. Ripercorrere errori non serve ad accrescerne il prestigio e la funzionalità, ma viceversa ad impoverire sempre di più le comunità di un presidio vicino alla gente.

Allora, noi Medici dell’Asst di Crema, lanciamo una proposta a chi ha potere decisionale: costruiamo territorio, non impoveriamolo con l’ennesimo mastodontico, ipotetico ospedale da 250 milioni di euro. Noi ci siamo.

dott. Attilio Galmozzi (Pronto Soccorso)
dott.ssa Silvia Sportelli (Pronto Soccorso)
dott.ssa Miriam Piantello (Pronto Soccorso)
dott.ssa Alessia Edallo (Pneumologia)
dott. Fabio Puricelli (Nefrologia)
dott.ssa Rosina Paletta (Neurologia)
dott. Claudio Pedrinazzi (Cardiologia)
dott.ssa Gina Barbieri (Libera Professionista Pediatria)
dott. Alberto Gigliotti (Rianimazione)
dott. Giulio Bergamaschini (Rianimazione)
dott.ssa Elena Foglio (Anestesia)
dott.ssa Fulgenzia Bianchi (Anestesia)
dott. Vittorio Perotti (Anestesia)
dott. Paolo Comassi (Rianimazione)
dott.ssa Elena Bertin (Pronto Soccorso)
dott.ssa Serena Corti (Pronto Soccorso)
dott.ssa Kosthiova Anna (Pronto Soccorso)
dott.ssa Federica Depetri (Pronto Soccorso)
dott.ssa Micaela Susca (Pronto Soccorso)
dott. Riccardo Saponara (Neurologia)
dott.ssa Elisa Fruguglietti (Neurologia)
dott.ssa Giusy Meglio (Anestesia)
dott. Giuseppe Lupi (Rianimazione)

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