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'Risparmiare sulla salute porta
a grossi danni, anche economici:
bisogna investire nel territorio'

Giuseppe Figoni, vicesindaco del Comune di Torlino Vimercati, ha scritto al presidente della Provincia di Cremona, Paolo Mirko Signoroni, e al presidente dell’Area Omogenea Cremasca, Aldo Casorati.

Mi faccio portavoce dei miei cittadini e dei rappresentanti delle associazioni presenti nel territorio cremasco che si occupano di dare sostegno alle famiglie che hanno al loro interno persone con fragilità, con disabilità, con una condizione di salute precaria, famiglie che si sono trovate in grandissima difficoltà, soprattutto nell’ultimo periodo. A seguito dei recenti avvenimenti, abbiamo appreso quanto sia prezioso il lavoro dei caregiver ed è ormai chiaro a tutti il fatto che risparmiare sulla salute, sulla cura, porta a grossi danni anche economici.

Propongo quindi di investire in modo consistente sul nostro territorio, riattivando strutture sanitarie non pienamente utilizzate, come ad esempio gli ospedali di Rivolta, di Soresina, di Soncino, e di riconvertire altre strutture attualmente in disuso, creare nuovi reparti, aggiungere nuovi posti letto ed attrezzature, ed ampliare la gamma dei servizi, per venire incontro alle reali esigenze sanitarie dei nostri cittadini. Queste esigenze attualmente non trovano soddisfacimento a causa di continui tagli alle risorse finanziarie che hanno creato un’inadeguatezza, drammaticamente messa in evidenza dall’avvento del Covid19.

Inoltre, negli anni, abbiamo constatato che la medicina preventiva salva le vite. Bisogna quindi ora riappropriarsi della medicina sul territorio, ridistribuire con criterio le risorse ed attuare piani di intervento sanitario più efficaci, e si può e si devono costruire percorsi adatti ad ogni singola situazione e realtà, in quanto se gli interventi sono mirati la cura è più efficace e si ha una ripercussione su più livelli, senza sprechi di risorse.

Per poter programmare ed effettuare questi interventi mirati è necessario avere il polso della situazione sul territorio cremasco, ed a tale scopo i rappresentanti delle associazioni chiedono di venire interpellati e di poter partecipare attivamente ed in modo costante alle decisioni degli organi competenti in merito alla destinazione e distribuzione delle risorse finanziarie da adibire al comparto sanitario.

Per quando concerne la parte economica relativa alla realizzazione del caldamente suggerito ed auspicato riassetto e potenziamento delle sopra citate strutture già esistenti e per un’ulteriore capillarizzazione del servizio sanitario sul territorio cremasco, è fattibile stilare progetti al fine di richiedere ed ottenere i fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea ed altresì dalla Regione Lombardia.

In conclusione, c’è strada da fare ma con un lavoro serio da svolgere in collaborazione con le diverse competenze ed in stretta collaborazione tra medicina territoriale ed ambito sociale, assieme alla parte economica, è sicuramente fattibile la costruzione di quel percorso che concretamente porti sul territorio cremasco sia ad una prevenzione a livello sanitario a vari livelli, ma anche alla presa in carico sanitaria ai vari livelli, che metta la centralità della persona in primo piano. Mi auguro di veder presto risultati in tal senso.

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