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Ospedale, poco personale:
in anestesia mancano in 14
Carenze anche per ortopedia

Situazione difficile per l’ospedale di Cremona, che nella ‘Relazione sulle performance 2019’ ha evidenziato numerose criticità. A partire dalla carenza di personale, che rappresenta uno dei grossi talloni d’Achille della struttura: basti pensare che per quanto riguarda il personale anestesista vi sono 14 risorse in meno rispetto alle 43 previste dall’organico. “Tale situazione ha determinato una contrazione a livello aziendale delle sedute operatorie incidendo notevolmente sulla produzione chirurgica” fa sapere il report.

Non è tutto: le carenze si evidenziano anche nell’ambito dell’ortopedia del Presidio Ospedaliero Cremonese. Nel corso del 2019 si è dimesso il Direttore dell’unità operativa e contemporaneamente si sono dimessi altri 5 dirigenti ortopedici.” Tale situazione ha generato una grave criticità nel reparto determinando un notevole calo di attività” evidenzia ancora lo studio. Ad essere carente è anche il turn-over di responsabili di unità operative complesse: nel corso del 2019 si sono resi vacanti diversi posti di responsabili che non hanno trovato copertura nel corso dello stesso anno: “Tale situazione ha comportato un progressivo calo di fatturato nelle unità operative interessate” si legge ancora nel documento. Stesso discorso vale per otorinolaringoiatria, dove già dalla scorsa estate, con il pensionamento del direttore e la carenza di organico, sono diminuite le sedute operatorie. Nel frattempo si è riorganizzata la Radioterapia, con la decisione di arrivare progressivamente alla completa dismissione del reparto di degenza e far transitare tutta l’attività in regime di ambulatoriale.

A tutto questo si unisce anche la chiusura del punto nascita del presidio ospedaliero Oglio Po, avvenuta nel novembre 2018, cosa che “ha determinato un calo importante dei parti a livello aziendale andando, pertanto, ad incidere anche sulle unità operative. di Ostetricia e Ginecologia e Pediatria del Presidio ospedaliero Oglio Po”.

Complessivamente tutto questo ha portato a una “riduzione generalizzata delle prestazioni erogate in regime di ricovero”, a fronte di “un trend in crescita per l’attività ambulatoriale (+2.626.909). Tale risultato positivo è il frutto del trend di deospedalizzazione per le discipline oncologiche (oncologia, ematologia e radioterapia) ed il frutto dell’intensificazione dell’attività chirurgica oculistica a bassa complessità presso il Presidio Ospedaliero Oglio Po”.

Riguardo all’area dei ricoveri, l’azienda registra un tasso di attrazione del 16% (7,5% provenienti da fuori provincia e 8,5% provenienti da fuori regione). Ma nel 2019 si è registrato un calo dei pazienti fuori provincia (-1,4 % rispetto al 2018) e di pazienti fuori regione (-5% rispetto al 2018). 

Laura Bosio

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Commenti
  • Acciaio Rapido

    Se in quello esistente manca personale, nel nuovo ospedale chi ci mettono?

    • Chicca

      👍esatto !

  • Ciudél

    Bene…adesso sotto con il nuovo ospedale e tutto si sistemerà…240 milioni…e tutti i problemi spariranno. Ma chi vogliono prendere in giro? Risolvete i problemi veri invece di buttare i soldi!!

  • Claudio Cornacchia

    Dismissioni reparti bisognerà inventare un spazio nella abitazione da adibire al ricovero per cure.

  • PierPiero

    I grandi risultati si ottengono anche attraverso piccoli passi.
    Se, nell’attesa di definire il futuro dell’ospedale (nuovo/vecchio) chi può si decidesse a potenziare i servizi di prenotazione, i poveri pazienti (che pazienti lo sono sempre meno) eviterebbero di passare ore e giorni in attesa che le poche linee a disposizione (nelle brevi fasce orarie concentite) risultino libere,
    Personalmente, dopo una settimana di tentativi, son andato al CUP per sentirmi dire che l’accesso al centro prelievi avviene solo dietro prenotazione telefonica.
    Vi risparmio il seguito di questa conversazione che solo per la buona volontà dell’operatrice ha avuto un esito felice.

  • Camillo Frangipane

    La carenza di medici è un problema generale della sanità italiana, come ben analizzato da studi come questo :

    http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=72137&fr=n

    Non dimentichiamo poi che in Europa il 52% dei medici che emigrano all’estero è italiano :

    https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/04/27/news/medici_emigranti_in_europa_il_52_e_italiano-224972821/