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Fiume Po, livello idrico buono
grazie al giugno più
piovoso degli ultimi decenni

Dopo i primi quattro mesi d’inizio anno più siccitosi di sempre il giugno 2020 si colloca al quarto posto tra i più piovosi degli ultimi decenni. Piogge cadute sul distretto del Po per lo più “a macchia di leopardo”, temporalesche e non uniformi, in taluni casi in modo violento tale da causare danni al comparto agricolo, ma comunque sufficienti per alimentare le portate del Grande Fiume, degli affluenti del nord e dei grandi laghi alpini. Questo porta a uno scenario, per il Po, decisamente particolare per la stagione: l’idrometro di Cremona ha registrato un livello medio mensile di -4,48, contro i -5,21 dello scorso anno.

Uno scenario complessivo che, secondo l‘Osservatorio Permanente sulle Crisi Idriche dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero dell’Ambiente che ha riunito stamane nella sede di Parma tutte le Regioni del comprensorio e i principali portatori d’interesse nella gestione della risorsa idrica, potrebbe consentire di poter contare su livelli di acqua per ancora una ventina di giorni.

“Ad oggi – sottolinea il Segretario Generale del Distretto del Po-Ministero dell’Ambiente Meuccio Berselli – non sono pervenute dai partner istituzionali richieste specifiche di deroghe al deflusso minimo vitale in tutta l’area distrettuale e questo è il segno tangibile di come le ultime precipitazioni abbiano allentato la morsa delle temperature leggermente sopra la media andando a delineare un quadro in linea con le portate degli anni medi. Le situazioni più impegnative anche se non ancora di emergenza si riscontrano in Romagna, nel Delta e nella parte alta delle Marche dove non è piovuto e le falde non compensano le mancanze, in questi luoghi l’attenzione deve essere ancora più alta. Ora il contesto va però monitorato giorno dopo giorno e visto che non sono previste piogge significative sarà essenziale ritrovarsi per vedere di concertare soluzioni adeguate per gli equilibri ambientali e produttivi dei territori di monte e di valle”. 

Grazie agli ultimi eventi meteorici, infatti, le portate attuali del fiume Po su tutto il bacino monitorato risultano in risalita.

IL QUADRO GENERALE: I DATI AGGIORNATI  – Ad inizio mese la portata osservata a Pontelagoscuro è risultata pari a 922 m3/s, inferiore alle medie di periodo ma +10% rispetto il 2019. Attualmente però siamo nella fase di esaurimento del picco che terminerà entro i prossimi 7-8 giorni riportandoci sui valori tipici del periodo.

L’incremento delle portate ha comportato anche il conseguente innalzamento dei livelli idrometrici i quali, mantenendosi allineati alle medie, evitano condizioni di stress grave o significativo degli habitat lungo tutta l’asta principale del fiume Po. 

Da sottolineare anche in fenomeno non di secondaria importanza: le copiose precipitazioni del mese di Giugno, legate, come anticipato, principalmente a fenomeni di carattere temporalesco, si sono concentrate in eventi di breve durata e fortissima intensità, con massiccio ruscellamento superficiale e, dunque, risultando assai poco efficaci per la ricarica delle falde sotterranee. 

L’esigenza idrica a scopo irriguo inoltre è incrementata anche a causa delle temperature; le medie del periodo hanno evidenziato valori superiori alla norma, soprattutto nel Pianura Padana del bacino rendendo nelle aree vallive e nelle città l’effetto caldo molto amplificato. 

Le alte temperature registrate (tra +2 e +3 gradi sulle medie del periodo) oltre a provocare una forte evapotraspirazione, hanno favorito fenomeni che potrebbero ripercuotersi sulla qualità delle acque, anche se a momento il livello di rischio per i pesci gli anfibi e gli habitat risulta ancora contenuto.

LO SCENARIO – Per le prossime tre settimane dunque, a causa di una situazione meteorologica con probabile instabilità, ma non particolarmente significativa e con eguale distribuzione sui territori considerati (con variabilità termica ed una possibile alternanza di giorni molto caldi e giornate più fresche con alcuni temporali), si prevedono condizioni idrologiche ed idriche ancora sufficienti in continuità con quelle attuali. Particolare attenzione però si dovrà rivolgere alle aree sopraindicate in cui la risorsa idrica è già in progressiva fase di esaurimento.

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