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Morte Pamiro: la moglie
Debora Stella è stata dimessa
Attesa per l'interrogatorio

E’ stata dimessa dal reparto di Psichiatria dell’ospedale di Crema, Debora Stella, la moglie di Mauro Pamiro, il 44enne professore e musicista cremasco trovato privo di vita lunedì 29 giugno nel cantiere edile di via Mazzolari, nel quartiere dei Sabbioni, a circa 200 metri da casa sua. La donna, 40 anni, grafica pubblicitaria, era ricoverata proprio da quel 29 giugno, quando gli inquirenti si erano presentati nella sua abitazione per comunicarle il decesso del marito e per sentirla in merito alle ultime ore di vita del coniuge. Debora era entrata subito in stato confusionale e per questo si era reso necessario il ricovero, durato quasi due settimane. Ora la donna si sarebbe trasferita a casa del padre, essendo la sua abitazione ancora sotto sequestro. C’è attesa, ora che è stata dimessa, per l’interrogatorio. La 40enne, indagata per l’omicidio del marito, è assistita dall’avvocato Mario Palmieri. Agli uomini della squadra mobile di Cremona e del commissariato di Crema, coordinati dal pm Davide Rocco, Debora dovrà spiegare molte cose, soprattutto perchè non ha avvertito nessuno della scomparsa del marito. Ma potrebbe anche decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere. ”Se la moglie parlasse sarebbe tutto molto più semplice”, ha già detto il papà di Mauro, che ha visto il figlio per l’ultima volta la sera di venerdì 26 giugno. “Lui e Debora sono passati qui a casa, erano in bicicletta”. Uno dei misteri del ‘giallo dei Sabbioni’ è proprio inerente la bicicletta bianca notata dagli inquirenti il giorno del ritrovamento del corpo parcheggiata davanti al cimitero di Crema. Nel cestino c’era uno dei sandali della vittima. Sia la bicicletta che il sandalo sono stati riconosciuti dalla madre di Mauro, che avrebbe sentito il figlio per l’ultima volta al telefono la sera di sabato. Sempre al cimitero, martedì 30 giugno, sulla tomba di un estraneo morto nel 2016 è stato trovato il cd di Mauro, morto nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno in seguito ad una caduta dall’alto. Ma l’altezza da cui il professore-musicista è precipitato, è sufficiente per perderci la vita? E perchè in quel cantiere non è stata trovata nemmeno una goccia di sangue?. Il cadavere era scalzo e il telefonino della vittima non è mai stato trovato. Omicidio, suicidio, incidente?. Tutte le piste sono ancora aperte. Gli investigatori hanno sentito amici, conoscenti, anche le persone che, come Mauro e Debora, frequentavano assiduamente il circolo ‘Alice nella città’. Cosa è successo quella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno?. Ancora tante le domande senza risposta.

Sara Pizzorni

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