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Caritas, distribuiti oltre 7mila
pacchi alimentari e sostegno
alle famiglie grazie a 'Uniti'

Durante il lockdown, il servizio di distribuzione dei pacchi alimentari da parte della Caritas diocesana non ha mai chiuso.Sono infatti stati oltre 7mila i pacchi alimentari consegnati in tutta la diocesi (7.686).  In accordo con i Vicari zonali, la Caritas diocesana di Cremona ha infatti pensato di offrire un nuovo servizio: in quattro punti della diocesi (Bozzolo, S.Savino in Cremona, Castelleone e Vailate), con “l’insostituibile apporto di quattro referenti locali”, sono stati allestiti punti di stoccaggio di generi alimentari. Questo ha permesso alle Caritas e S.Vincenzo delle parrocchie di poter usufruire gratuitamente di beni alimentari di qualità e sufficienti per coprire i bisogni delle persone in difficoltà dei propri territori, facendo diverse periodiche distribuzioni di pacchi alimentari. A coprire questo servizio sono stati “i volontari ‘storici’ delle nostre comunità, a volte affiancati da giovani studenti, soprattutto universitari, che sin dall’inizio si sono offerti come nuovi volontari”.

Si è trattato di “un solido, capillare lavoro di monitoraggio del territorio, esteso in tutta la diocesi per capire i bisogni, per calibrare le risposte e per orientarsi nella tempesta”, come sottolineano da Palazzo Vescovile. Il tutto facendo “leva su un insostituibile tessuto: la rete delle parrocchie e dei centri di ascolto” che “sono le nostre antenne sul territorio e ci permettono di arrivare nelle aree di bisogno grave e di conoscere rapidamente i vuoti che a volte le istituzioni non riescono a colmare”. Un’altra “carta vincente è stata la diffusa collaborazione con i servizi sociali dei comuni”.

Da marzo a giugno, diverse famiglie del nostro territorio “hanno avuto aiuti sul fronte dei pagamenti di affitti e utenze”. “Alcune – spiegano dalla diocesi- hanno perso definitivamente il lavoro, e non riescono più a far fronte ai propri impegni. Bisogna impedire che tanti nuclei e persone si ritrovino improvvisamente in situazioni di povertà. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una sinergia concreta, immediatamente operativa e connotata dalla piena condivisione delle finalità, tra la Caritas italiana, la Cei con i fondi dell’8Xmille, la Caritas cremonese e l’Associazione ‘Uniti per la provincia di Cremona’, rispondendo così al crescente bisogno di sostegno causato dalle conseguenze della pandemia”.

L’Associazione “Uniti per la provincia di Cremona”, la Onlus costituita da tutte le Associazioni economiche di categoria della provincia, unitamente alla Fondazione ‘Giovanni Arvedi e Luciana Buschini’, ha sostenuto l’iniziativa di aiuto già avviata dalla Diocesi di Cremona, decidendo di unire le forze. Da una parte la Diocesi, con la Caritas, i 222 parroci e la San Vincenzo, dall’altra le aziende del territorio aderenti alle Associazioni di categoria socie di ‘Uniti’ e tutti coloro che hanno fatto e proseguono a fare donazioni alla Caritas cremonese e all’Associazione.

La Diocesi, infine, ha pensato di creare un fondo speciale che possa dare continuità a queste azioni di sostegno. Inizialmente sarà alimentato dalla Caritas diocesana, che si avvarrà anche di fondi messi a disposizione, proprio per l’emergenza Covid-19, dalla Caritas nazionale e di Fondi CEI dall’8xmille. Potrà essere sostenuto anche dalle offerte deducibili, sia dei privati oppure che delle aziende (vedi riferimenti). “La generosità di S.Omobono – spiegano da Palazzo Vescovile – è divenuta proverbiale: la sua borsa non si esauriva, proprio perché sempre pronta ad aprirsi ai bisogni. A tutti noi indistintamente, come anche a realtà associative e imprenditoriali, è chiesto di contribuire al suo mantenimento”. 

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