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Nel territorio più flagellato
dal Covid, il West Nile Virus
presente già dal 3 luglio

A destra, una disinfestazione della scorsa estate a Cremona

E’ almeno dal 3 luglio che in provincia di Cremona è stata riscontrata la presenza del West Nile Virus. Più esattamente in un pool di zanzare a Crema, segnalato dall’istituto zooprofilattico sperimentale di Lombardia ed Emilia Romagna, a seguito della quale il Coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Lombardia ha disposto l’utilizzo del test WNT NAT come alternativa alla sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che, anche solo per una notte, abbiano soggiornato nella nostra provincia. In altri termini, la donazione del sangue viene sospesa per tutti coloro che hanno transitato nella nostra provincia, a meno che venga eseguito l’apposito test.

Dunque risale ad almeno tre settimane fa la segnalazione che sul territorio cremonese è tornato il virus veicolato dalle zanzare, di provenienza nord africana e che può provocare gravissimi effetti: dal semplice prurito fino anche, in rari casi, al coma. Cremona, in questa tragica annata segnata dal Covid, si conferma territorio infelice dal punto di vista delle infezioni: a tutt’oggi solo la nostra provincia e quella di Parma (dove è stato riscontrato il virus a Roccabianca) vengono segnalate dal Centro nazionale sangue dell’Isituto superiore di sanità come territori in cui è stata riscontrata la presenza del West Nile.

Negli anni passati l’Asl di Cremona organizzava in questo periodo dell’anno campagne preventive tra i cittadini per evitare il proliferare di zanzare: le più semplici sono evitare di tenere acqua stagnante in casa o in giardino e dotarsi di autorepellenti. Dal canto loro i Comuni (Crema e Cremona) agiscono con la disinfestazione di caditoie, tombini e aree verdi pubbliche: a Crema anche al cimitero, mentre a Cremona questo risulta di difficile esecuzione. Nella città capoluogo l’ordinanza per il controllo della zanzara (in particolare la tigre) è datata 8 giugno (leggi qui: https://www.comune.cremona.it/node/495810) e ha validità fino a novembre. Contiene disposizioni per cittadini, responsabili di cantieri e di comunità e prevede regole severe per l’inosservanza delle norme finalizzate a contenere la riproduzione delle larve, persino l’applicazione dell’articolo 650 del codice penale (inosservanza di provvedimenti dell’Autorità). Nel caso di casi sospetti od accertati del virus, si legge nell’ordinanza del 6 giugno, “in particolare nelle aree circostanti siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture per anziani o simili, il Comune provvederà ad effettuare direttamente trattamenti adulticidi, larvicidi e di rimozione dei focolai larvali in aree pubbliche e private, provvedendo se del caso con separate ed ulteriori ordinanze contingibili ed urgenti volte ad ingiungere l’effettuazione di detti trattamenti nei confronti di destinatari specificatamente individuati”.

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