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Due serate in compagnia
dei burattini nel cortile del
Museo del Cambonino

L’Amministrazione comunale si è attivata per animare la vita culturale cittadina nella fase post emergenza Covid-19 nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti. Basti pensare che il Sistema Museale propone in questo periodo un orario di apertura sperimentale, che include l’apertura il venerdì sera fino alle 22 della Pinacoteca, del Museo di Storia Naturale e del Museo Archeologico, promuovendo nel contempo la frequentazione dei relativi spazi all’aperto compreso il cortile del Museo della Civiltà Contadina “Il Cambonino Vecchio”.

Ed è proprio in questa suggestiva cornice che EmmeCi Associazione Culturale, con la direzione artistica di Massimo Cauzzi, propone due serate con il teatro di figura e, sempre nell’osservanza di tutte le precauzioni previste dai protocolli di sicurezza in tema di prevenzione sanitaria, alcune proposte collaterali. D’altra parte, come dichiara lo stesso Cauzzi, i burattini sono resistenti e i burattinai resilienti per loro natura. Gli spettacoli sono stati scelti fra quelli che più si avvicinano alla struttura narrativa della fiaba e che tendono al coinvolgimento dei bambini che, insieme alle loro famiglie, potranno trascorrere due serate diverse dal solito e soprattutto a cielo aperto. La cascina a corte chiusa del Cambonino è infatti il posto ideale dove le famiglie possono trascorrere alcune ore con i loro bambini condividendo le emozioni di uno spettacolo dal vivo, partecipando agli eventi collaterali e socializzando, in un’atmosfera dove il tempo è carico di tradizione, ricordi e antichi mestieri.

Primo appuntamento venerdì 31 luglio, alle ore 21,15, con Mattia Zecchi che metterà in scena Il rapimento della principessa Gisella. A seguire Angurie e melon a la so stagion, a cura del gruppo Teatro dei ricordi di Castelverde e dessert da asporto offerto da Barilla. Mattia Zecchi, uno dei più talentuosi esponenti della nuova generazione dei burattinai di tradizione emiliana, porta in scena una storia originale ed avvincente, che prende spunto dal repertorio favolistico: la scena si apre con la scomparsa della principessa Gisella. Suo padre il re, disperato per la perdita della figlia, dà mandato a Fagiolino di trovarla e riportarla al castello. Egli, aiutato da un potente mago riuscirà a smascherare gli infidi aiutanti di Sua Maestà che, invece di salvare la principessa, erano in realtà coloro che l’avevano imprigionata. Tra esilaranti battute e combattimenti a suon di bastonate, la principessa tornerà al castello innamorata del suo salvatore Fagiolino, che diventerà così principe del regno.

Secondo appuntamento venerdì 7 agosto, sempre alle ore 21,15, con Virginio Baccanelli e il suo Gioppino e la vendetta della strega Maccarona. Per chi è in caccia di fortuna, seguirà Tombolaia, per condividere assieme un gioco della tradizione, partecipare e, magari, vincere, con premi offerti da Timpetill e Macelleria Ruggeri. Anche in questo caso ci sarà un dessert da asporto omaggiato da Barilla.

L’incontro di Virginio Baccanelli con il suo maestro burattinaio avviene nel 1994 nella suggestiva cornice di piazza Vecchia a Bergamo, luogo considerato “La Scala” per i burattinai bergamaschi. E’ qui infatti che, assistendo ad uno spettacolo di Daniele Cortesi, allievo del grande Benedetto Ravasio, scocca la scintilla e Virginio Baccanelli inizia la sua avventura di burattinaio. Lavorando a fianco del suo maestro proprio come una volta si tramandavano arti e mestieri con il cosiddetto lavoro a bottega, Baccanelli apprende tutti i trucchi di questa meravigliosa arte e a tutt’oggi porta avanti con passione e dedizione la secolare e importante tradizione bergamasca del teatro dei burattini. Come richiede la tradizione stessa, Baccanelli oltre ad essere autore, animatore ed interprete di tutte le storie in repertorio, scolpisce personalmente tutti i suoi burattini nel legno di cirmolo, dipinge gli scenari ed ha costruito e decorato la sua baracca, un vero e proprio teatro in miniatura che richiama lo stile ottocentesco. Gioppino e la vendetta della strega Maccarona narra l’intento della strega Maccarona di usurpare il Regno al buono e saggio Re Gustavo, nonché di vendicarsi del servo cantiniere Gioppino Zuccalunga, che a suon di bastonate le ha impedito di portare a termine il suo precedente tentativo. Per riuscire nella sua impresa la Strega Maccherona instaura un patto con Belzebù. Riuscirà questa volta nel suo intento?

L’ingresso agli spettacoli, che in caso di maltempo si terranno in Sala Rodi (piazza Giovanni XXIII), è gratuito. L’uso della mascherina è obbligatorio. Sono assicurati il distanziamento interpersonale e la presenza di gel disinfettante.

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