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Bambino di 3 anni
ingerisce moneta: salvato
all'ospedale di Cremona

Un bambino di 3 anni che, mentre giocava, ha ingerito accidentalmente una moneta da 20 centesimi è stato salvato all’ospedale di Cremona. Il piccolo stava giocando sul seggiolone con alcune monete, quando il padre si è accorto che all’appello ne mancava una. Sul pavimento la moneta non c’è e il bimbo non dà segni di disagio o malessere, ma il sospetto che la abbia ingerita accidentalmente è immediato. “Anche se ero accanto a lui, non ho visto direttamente cosa è accaduto – i bambini sanno essere velocissimi, basta meno di un attimo”, spiega il papà, che in pochi minuti si precipita con il figlio al Pronto soccorso pediatrico dell’Ospedale di Cremona. Ad accoglierli ci sono la dottoressa Elena Carboni e le infermiere Maria Cassarà, Marilena Romeo, Elisa Sambito, Eleonora Conti.

Durante la visita non emerge niente di particolarmente preoccupante, non vi erano segni di difficoltà respiratoria, in gola non si vede nulla. Quel sospetto, però, va assolutamente fugato. Per questo si procede subito con l’effettuazione di una lastra. Ed ecco che la moneta appare, nitida, “fra le tonsille e la laringe (uno spazio delicato di circa tre centimetri)”, come spiega Claudio Cavalli (Direttore UO Pediatria Aziendale), che aggiunge: “Era inserita a mo’ di salvadanaio, dritta dritta, come si vede dall’immagine radiologica. Bisogna agire in fretta, abbiamo pensato, perché se si mette di traverso, possono insorgere complicanze, anche serie”.

Il Direttore di Pediatria poi aggiunge: “Mantenere un corpo estraneo dove passa saliva, aria e i muscoli della deglutizione sono continuamente attivi è rischioso. In questo caso il timore fondato era che la moneta si spostasse e in qualche modo potesse lesionare l’esofago o causare il soffocamento. Da questo rischio è scaturita l’urgenza. Nei bambini, infatti,  il fattore tempo è ancora più determinante rispetto agli adulti perché sono dinamici per definizione e i cambiamenti possono essere imprevedibili”.

Nel giro di pochi minuti vengono interpellati endoscopisti e anestesisti. “Per tradizione – aggiunge Cavalli – la gastroenterologia e il servizio di anestesia collaborano in modo ottimale con la Pediatria”. Sempre in pochi minuti si valuta e si decide che è possibile intervenire senza spostare il piccolo paziente in un centro pediatrico. Fatto il tampone per scongiurare la positività al Covid-19 si può procedere in sicurezza.

“Osservata la lastra e valutate le condizioni generali del bambino – che in quel momento era sofferente, piangeva, aveva scialorrea – abbiamo deciso di intervenire. La gastroenterologia di Cremona è dotata di tutte le strumentazioni pediatriche e delle competenze per agire anche sui bimbi molto piccoli”, afferma spiega Roberto Grassia (Responsabile del Servizio di Gastroendoscopia digestiva diretto da Federico Buffoli).

Grassia quindi evidenzia: “Per la decisione è stata fondamentale la valutazione degli anestesisti, Enrico Rizzi e Michele Cataldo. Senza il loro apporto io avrei potuto fare ben poco. Per estrarre un corpo estraneo in sicurezza su un paziente di tre anni è necessario controllare le vie aeree attraverso l’intubazione. Questo può accadere solo grazie ad anestesisti con una competenza specifica e di comprovata esperienza”.

“Nel giro di quindici/venti minuti – dice ancora Grassia- , abbiamo deciso di intervenire. Il rischio era che la moneta si spostasse provocando lesioni all’esofago. Abbiamo spiegato ai famigliari la procedura nei dettagli e ottenuto il consenso. Una volta che il bimbo è stato addormentato e intubato, è stato utilizzato un gastroscopio pediatrico dal diametro di sei millimetri (meno di una cannuccia). Poi attraverso l’impiego di pinze pediatriche molto piccole ho afferrato la moneta bloccata nell’esofago del bambino. Mi sentivo tranquillo grazie al lavoro degli anestesisti che hanno mantenuto la respirazione del paziente controllata”.

La Responsabile ammette: “Certo, sentivamo tutti il peso della responsabilità di intervenire su un bimbo così piccolo, alla fine è andato tutto per il meglio e il nostro paziente si è meritato il certificato di coraggio. A dire il vero per allentare la tensione, tutti gli operatori sanitari intervenuti hanno ricevuto il certificato di coraggio. La vera sorpresa è stata scoprire che si trattava di una moneta da 20 centesimi – conclude Grassia. Dalla radiografia e dalle dimensioni pensavamo fossero due euro, in proporzione all’esofago di un bimbo quasi un disco volante. Se per gli adulti questa procedura endoscopica può ritenersi routine, non è così per i più piccoli”.

Nella pratica l’intervento è durato una decina di minuti. “La cosa importante -dice l’anestesista Enrico Rizzi – era mettere in sicurezza, attraverso l’anestesia generale, le vie aeree, che nel bambino sono particolarmente sensibili. A maggior ragione in questo caso, perché il gastroenterologo deve agire passando dalla bocca. Praticare l’anestesia in pazienti così piccoli richiede uno scrupolo estremo, rispetto agli adulti il margine di errore è notevolmente ridotto. I bimbi hanno una scarsa riserva di ossigeno. In caso di complicanze desaturano velocemente, con conseguenze anche molto serie. La nostra preoccupazione era che la moneta potesse infilarsi nelle vie aeree in modo dannoso, per questo abbiamo agito in fretta. Al risveglio il bambino era tranquillo ed è stato subito bene. Tutto si è risolto senza complicanze e senza lesioni agli organi e alle alte vie aeree”.

Dopo l’intervento il bimbo è stato in osservazione per trentasei ore in pediatria. “Era importante – spiega Cavalli – valutare eventuali conseguenze tipo vomito, difficoltà ad alimentarsi. Per fortuna non si è verificato nulla di tutto questo, la ripresa è stata rapida e senza dolore”. Ora il bambino è casa e sta bene. “Ho avuto paura – confessa il papà -: non pensavo potesse succedere una cosa così. Ho imparato che il livello di attenzione deve sempre essere al massimo, non si è mai attenti a sufficienza; basta un secondo e accade qualcosa di assolutamente imprevedibile. Ringrazio tutti i medici e gli infermieri che hanno agito subito, hanno saputo infonderci sicurezza”.

Cavalli sottolinea: “Il solo sospetto giustifica l’arrivo al pronto soccorso pediatrico. Nei più piccoli l’ingestione di oggetti è frequente. Massima attenzione per pile e oggetti a punta o dai margini taglienti: ecco perché abbiamo raccontato questa storia”. Giuseppe Rossi, Direttore Generale dell’ASST di Cremona, ha quindi commentato: “Gioco di squadra, competenza e sangue freddo. A fare la differenza è stato il lavoro multidisciplinare a la collaborazione fra professionisti altamente specializzati. Mi complimento con i sanitari per l’esito positivo di questo delicato intervento. Sono contento di sapere che il bimbo è già tornato a casa e sta bene”.

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