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Caso Sabrina, overdose
la versione di Pasini. Ma si
crede ad un'azione violenta

AGGIORNAMENTO ORE 16.00 – Gli inquirenti non credono alla versione di Alessandro Pasini, che avrebbe fatto risalire la causa del decesso ad un’overdose, ma, al contrario ritengono che ci sia stata un’azione violenta tanto da aver messo in atto una serie di comportamenti atti a far sì che non venissero ritrovati indizi sul cadavere. Intanto il cane bruciato, che il 45enne intendeva far passare come il corpo della stessa Sabrina una volta data alle fiamme l’auto. E poi il taglio del tubo del gas che poteva “portare ad una strage”, dato che il rischio che la palazzina saltasse in aria dopo quattro giorni di saturazione era estremamente elevato e che solo il provvidenziale intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato accadesse. I carabinieri hanno anche ricostruito i movimenti di Pasini: alle 15.00 ha portato la Panda alla Vergonzana, è rientrato a Crema a bordo di un monopattino per poi ritornare nella frazione intorno alle 21.30. A suffragio di questa ipotesi ci sono elementi considerati incontrovertibili. L’ipotesi, dunque, è che il delitto sia stato commesso in casa dell’ex compagna del 45enne (ora in vacanza) nelle prime ore di Ferragosto dove i due si sarebbero recati per assumere stupefacenti, anche se gli inquirenti ammettono che dalle dichiarazioni dell’uomo si può presumere che avesse anche altre intenzioni, probabilmente di natura sessuale. Da qui l’azione violenta, non si sa se premeditata o figlia di un raptus. Quel che è certo è che le tracce rinvenute dai Ris di Parma nell’abitazione incriminata (Pasini aveva le chiavi benché fosse stato diffidato dall’utilizzarle dalla proprietaria) sono ritenute utili e il loro lavoro importantissimo. Inoltre è spuntata anche una testimonianza di una persona che ha sentito grida di aiuto alle prime luci dell’alba, fatto che, se confermato, smentirebbe la versione dell’overdose data da Pasini. Grida che, però, non sono state udite, a quanto pare, dall’altra famiglia residente nella palazzina. Pasini, in ogni caso, continua a sostenere la versione della morte accidentale in seguito all’assunzione degli stupefacenti e di aver dato fuoco all’auto con all’interno il corpo di Sabrina, mentre i rilievi hanno confermato che i resti appartengono ad un cane. Per questo proseguono le ricerche del corpo della 39enne, con la cisterna che rimane uno tra i luoghi più sensibili.

ORE 14.00 – Si fa sempre più strada l’ipotesi che ad uccidere Sabrina Beccalli, la 39enne scomparsa nella giornata di Ferragosto, sia stata un’overdose. E’ questa la versione che avrebbe fornito Alessandro Pasini. A quanto si apprende, infatti, Sabrina e Alessandro Pasini, l’uomo in stato di fermo da martedì sera e per cui oggi è attesa un’eventuale ordinanza di custodia cautelare, nella notte si sarebbero recati a casa dell’ex compagna dello stesso Pasini, nel frattempo sentita dagli investigatori e la cui casa è stata analizzata dai Ris di Parma insieme all’abitazione del 45enne, dove hanno assunto droga, benché la 39enne non risulti essere tossicodipendente. Una dose letale, dunque, che avrebbe così stroncato la vita di Sabrina. Pasini, a quel punto, preso dal panico, avrebbe dato fuoco alla Fiat Panda della donna poi ritrovata nei campi della Vergonzana con un cane a bordo, che avrebbe dovuto simulare proprio il corpo della 39enne. Tra l’altro, sempre all’interno della casa dell’ex compagna del 45enne, è stato trovato un tubo del gas tagliato, tanto che prima dell’entrata dei Ris sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’ambiente.

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