Ultim'ora
Commenta

Caso Sabrina: ad ottobre
il sopralluogo delle parti nella
casa del presunto delitto

E’ stato fissato per il primo giorno di ottobre l’accesso dei consulenti del caso Beccalli nella casa di via Porto Franco a Crema dove per la procura si sarebbe consumato l’omicidio di Sabrina Beccalli per mano dell’amico Alessandro Pasini. L’accesso nell’abitazione della ex fidanzata dell’indagato era stato richiesto sia dall’avvocato Paolo Sperolini, legale di Pasini, che dall’avvocato Antonino Andronico, che cura gli interessi della famiglia della vittima. Nella casa entreranno per un sopralluogo, oltre ai carabinieri del Ris, i consulenti dei due legali, Angelo Grecchi per la difesa, mentre per la famiglia il generale in pensione del Ris Luciano Garofano assieme al friulano Edi Sanson, esperto di scene del crimine. Nella casa del presunto omicidio è stato trovato sangue che parrebbe appartenere sia al genere maschile che femminile. Intanto si sta ancora aspettando l’esito dell’esame del Dna effettuato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo sui resti trovati nella Panda data alle fiamme da Pasini, in carcere a Monza con le accuse di aver ucciso l’amica e di averne distrutto il corpo. Dopo aver accertato che quei reperti, parte dei quali andati distrutti, sono di un essere umano e non di un cane, come sostenuto da due veterinari, manca solo la certezza assoluta che si tratti effettivamente della 39enne cremasca scomparsa a Ferragosto. Il team del medico legale Cristina Cattaneo, costituito dall’antropologa forense Debora Mazzarelli e dal tossicologo Domenico di Candia, è al lavoro per esaminare anche quanto è stato trovato durante il sopralluogo all’officina Maggi di Offanengo dove è custodita la macchina di Sabrina. Sull’auto, infatti, è stato trovato altro materiale: piccoli frammenti di teca cranica, denti, arti superiori e inferiori e anche tessuti molli. Agli esperti nominati dalla procura, che potranno anche accertare l’eventuale presenza di lesioni, le parti hanno affiancato i propri consulenti. Gli esami sui tessuti, in particolare delle larve, potrebbero confermare o meno se ci sia stata assunzione di droga da parte della vittima, che la notte tra il 14 e il 15 agosto si era incontrata con Pasini nell’abitazione della sua ex per consumare stupefacente. Lì, secondo l’indagato, lei sarebbe rimasta vittima di un’overdose. Nell’interrogatorio con il giudice, il 45enne aveva solo ammesso di averne bruciato il corpo e di aver tagliato il tubo del gas per far saltare l’abitazione. Non avendo avuto successo, aveva deciso, dopo essere andato in trattoria con alcuni amici, di caricare in auto il cadavere dell’amica e di farlo sparire appiccando il fuoco.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti