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Ponchielli, opposizione
attacca: 'Dimissioni
Rurale atto dovuto'

Continuano le polemiche sul Cda del Ponchielli: dopo le dimissioni di Andrea Rurale, anche i consiglieri di opposizione intervengono sulla vicenda.

“Le dimissioni di Andrea Rurale, per citare le sue stesse parole, sono la vera commedia dell’assurdo soprattutto leggendo la nota che le accompagna” scrivono Carlo Malvezzi, Maria Vittoria Ceraso, Federico Fasani e Saverio Simi.

“Prima di tutto la verità è che Andrea Rurale  si è dimesso quando di fatto era già stato revocato dal suo incarico dalla maggioranza dei soci fondatori del Teatro Ponchielli, revoca che ricordiamo anche noi avevamo auspicato fin da subito attraverso la presentazione di  un ordine del giorno, bocciato in consiglio comunale da una  maggioranza divisa, imbarazzata ma alla fine complice. 

Pertanto quella che si vuole fare apparire come una sofferta scelta personale non è certo un atto eroico, ma un atto dovuto che se non altro ha il merito di essere forse l’unico compiuto da Rurale nel rispetto dell’indirizzo espresso da chi lo aveva nominato suo rappresentante in seno al CDA del Teatro Ponchielli.

Ma tenuto conto del fatto che il suo nome era stato caldamente proposto ai Soci Fondatori da Galimberti, crediamo che la revoca di Rurale sia anche una netta  presa  di distanza dall’operato del Sindaco che per Statuto non può che  rimanere Presidente  anche se, alla luce di quanto accaduto, sarebbe forse opportuno che si valutasse una modifica dell’articolo che prevede che  Presidente del Cda sia di diritto il primo cittadino. 

Un Cda fatto a pezzi dalla strategia di potere del Sindaco e che oggi gli si ritorce contro. L’unico malcostume certo che è emerso in tutta questa vicenda è solo quello di chi, all’interno di una selezione pubblica, ha proposto un suo amico quale candidato, per poi partecipare alla scelta del vincitore della selezione stessa votando proprio a favore dell’amico.

Del grande progetto di rilancio culturale della città tanto sbandierato dal Sindaco Galimberti, di cui il Comune di Cremona doveva essere regista, si vedono solo un amico piazzato contro tutto e contro tutti, un’istituzione sfregiata da atteggiamenti più che discutibili, lo spreco di denaro pubblico e macerie e veleni che il Teatro Ponchielli e Cremona non meritavano.

Da ultimo una domanda? Andrea Cigni sarà nelle condizioni di affrontare un incarico che è la causa di così aspri conflitti che hanno trascinato il Teatro Ponchielli in una vicenda surreale, considerando anche il fatto che i suoi amici del CDA sono stati delegittimati dai Soci Fondatori, la cui fiducia è indispensabile affinché un sovrintende possa svolgere serenamente il proprio incarico?”:

 

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