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Rifondazione comunista:
presidio davanti all'ospedale
in solidarietà a sanitari e malati

Il partito della Rifondazione Comunista organizza un presidio davanti all’ospedale, sabato mattina 31 ottobre, dalle ore 10,30 in solidarietà con quanti oggi soffrono a causa della pandemia e col personale sanitario. “Come forza politica – afferma Prc –  riteniamo che il disastro che subiamo da mesi sia causato non solo dalla forza e dalla virulenza del contagio ma anche dalla profonda disorganizzazione e dalla carenza di mezzi e personale sanitario che decenni di smantellamento della sanità pubblica hanno provocato. Privatizzazioni, tagli di posti letto, concorrenza tra ospedali pubblici e privati, svuotamento della medicina territoriale e di prevenzione, mancanza di assunzioni di personale sanitario, carenza di medici di base, ospedalizzazione spinta: sono le scelte in materia di sanità che le politiche regionali hanno fatto da decenni creando un sistema che non è in grado di sostenere l’urto della pandemia né di dare continuità assistenziale ai pazienti affetti da altre patologie. In questi ultimi mesi si potevano fare cose necessarie e urgenti come istituire le USCA, curare il tracciamento, acquistare materiali e strumenti, aumentare i posti in terapia intensiva, assumere stabilmente tutto il personale necessario, individuare luoghi sicuri per le persone in quarantena. Niente o quasi di tutto ciò è stato fatto e chi ci governa continua a dirci che la responsabilità del contagio ricade solo sui comportamenti personali.
È ora di cambiare sistema perché la salute è un diritto fondamentale di ogni persona e deve essere esigibile da ciascuno attraverso un efficace e gratuito servizio sanitario pubblico che guarda non al profitto ma al bene della collettività. Per questo chiediamo con forza il commissariamento della sanità regionale e abbiamo aderito anche alla manifestazione regionale del 7 novembre a Milano sotto il Palazzo della Regione Lombardia organizzata dalle decine di associazioni e gruppi che aderiscono al Coordinamento nazionale per il diritto alla salute-campagna Dico 32. È il momento di muoversi e di mobilitarsi tutte e tutti perché la salute non è una merce e gli ospedali non sono aziende”.

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