Cronaca
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Grande distribuzione chiusa (anche a Pc). In centro città timido aumento dei passaggi

Secondo fine settimana con i centri commerciali chiusi, a Cremona come nel resto della Lombardia e da oggi anche in provincia di Piacenza, una misura che almeno in parte rasserena i negozianti del CremonaPo e del CremonaDue. Contro il provvedimento di chiusura disposto dalle regioni Piemonte e Lombardia si è mosso con un ricorso al Tar il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (Cncc), che rappresenta 120 strutture associate delle due regioni, che contano un totale di 5.263 attività e 98.407 occupati.

La chiusura imposta da oggi ai centri commerciali del piacentino – in particolare del Verbena di Castelvetro, meta di tanti cremonesi – è un ‘contentino’ agli operatori della galleria commerciale del CremonaPo, dove oltre alle catene operano anche imprenditori locali. Tra questi, le Pelletterie Stanga, una delle prime attività storiche cremonesi ad investire anche nella grande distribuzione. “Indubbiamente – ci dice Marco Stanga –  chiudere sabato e domenica è un grave danno, oltretutto Cremona per ora non ha i dati di contagio che si vedono a Milano o a Varese. Comunque sia lo scorso fine settimana come pure questo sabato, la chiusura del centro commerciale ha comportato un maggior flusso di persone in centro storico, almeno di quella parte di clientela che non  frequenta come abitudine la grande distribuzione. Di certo i negozi della galleria si sono trovati danneggiati lo scorso week end da una sorta di concorrenza sleale che oltretutto non credo abbia contribuito al contenimento del Covid, perchè i rischi di contagio si sono solo spostati di qualche km”.

“Il CremonaPo – aggiunge Stanga – ha molto investito nei sistemi di riciclo dell’aria e nelle norme di sicurezza, forse i centri commerciali sono più sicuri di altre situazioni. Mi auguro che, se altri lockdown arriveranno, come è nell’aria in queste ore, riguardino in prima battuta solo le aree in cui il contagio è più forte, come Milano. Oltre alla salute, bisogna cercare di salvare l’economia e se per il periodo natalizio dovessimo essere in lockdown sarebbe un disastro per tanti. Ci stiamo attrezzando con smart shopping, delivery e videochiamate, ma la situazione è davvero preoccupante”.

“Nel fine settimana scorso – aggiunge Stanga – nella fascia oraria 16 – 18 c’è stato un incremento dei passaggi in città e sicuramente il fatto che da oggi abbiano chiuso la parte piacentina, seppure nella tristezza del momento, per il centro storico è un bene. Devo anche dire che c’è stata una reazione del commercio cremonese di fronte a queste chiusure della grande distribuzione: tanti colleghi di domenica stanno tenendo aperto, qualcuno già anche dal mattino. Questo è un segnale di positività che è bene sottolineare. D’altra parte, tra cambiamenti epocali nelle modalità di consumo e crisi che ha portato ad una contrazione della spesa delle famiglie, ora anche con la pandemia, fare il commerciante sta diventando sempre più un’impresa da guerrieri”. gbiagi

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