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Festa dell’Unità Nazionale e
delle forze armate: recuperare
i valori delle piccole comunità

Sono alcuni giorni che penso a cosa dire e scrivere il 4 novembre. Penso alle parole “Unità Nazionale” e con fatica riesco, oggi, a strutturare un pensiero giusto e democratico, possibilmente non banale. Siamo all’alba di quella che viene prevista come una ulteriore stretta che, al netto delle banalità legate alla limitazione della libertà personale, tornerà a battere forte su persone e famiglie che hanno scelto attività professionali oggi definite “a rischio”. Nei giorni scorsi ci sono state forti proteste in tutto il Paese, spesso anche violente. È innegabile come il concetto di Unità Nazionale venga meno se non tutti siamo colpiti allo stesso modo dalle misure restrittive. E così avremo le partite iva che si scagliano contro gli Statali chiedendo il taglio degli stipendi, questi ultimi che definiranno evasori le partite iva… e via con queste fratture che fanno solo male.

E allora dove è finita l’Unità Nazionale, di intenti, opportunità, esigenze socio-economiche? Come la possiamo ritrovare, o mantenere?
Rispetto allo tsunami di marzo abbiamo maturato la consapevolezza di quello che ci aspetta, l’adrenalina ha lasciato il posto alla paura. E la paura per sua natura è irrazionale, ci allontana dalla realtà dei fatti, ci appanna le idee e la visione critica. Le inevitabili difficoltà economiche direttamente connesse non fanno altro che accrescere il disagio.

L’esperienza maturata in questi mesi mi ha fatto riflettere sull’Unità e sul sostegno che una piccola comunità come Gerre ha saputo esprimere sin dai primi giorni, e mi riferisco al mondo dell’associazionismo, ai fondi raccolti dalle famiglie per il territorio, al semplice fatto che tutti ci conosciamo e mai nella vita saremo considerati numeri, ma sempre persone. Qui l’obiettivo è sempre stato quello di arrivare al traguardo di questa emergenza, ma arrivarci insieme, senza lasciare indietro nessuno.

Pensavo così che oggi, forse, L’Unità Nazionale è un po’ più visibile alle periferie dello Stato, nelle piccole realtà, lontano dai giochi dei palazzi e dalle logiche troppo elettorali e poco Politiche. Qui non c’è il rosso e il verde, qui ci sono le persone; sempre e comunque più importanti di ogni altro obiettivo, esso sia manifesto o celato.

E così il mio invito oggi a chi ha l’onere, di certo poco invidiabile, di scrivere le Norme scomode che vedremo a breve, è di tornare nelle piccole comunità a vedere, e perché no ritrovare, quelle sensazioni e quei valori di Unità Nazionale che oggi come non mai sono fondamentali nella gestione della pandemia. Non dimentico ovviamente di onorare le forze armate che sempre sono al fianco dell’Amministrazione e hanno dimostrato nei momenti più critici di essere il faro di un porto sicuro e sempre aperto.
Buona festa dell’Unita Nazionale a Gerre e a tutti noi!

Michel Marchi – Sindaco di Gerre de’ Caprioli

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