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Tribunale: dipendente positivo,
colleghi in quarantena.
Tamponi per addetti e giudici

Il presidente di Martino

Un caso di positività al covid è stato registrato in queste ultime ore a palazzo di giustizia. Si tratta in particolare di un dipendente amministrativo in servizio all’ufficio gip-gup. Il dipendente in questione si trova ora in quarantena, così come altri quattro colleghi che hanno lavorato a stretto contatto con il contagiato. Vista la situazione, in via cautelare, come ha tenuto a precisare il presidente del tribunale Anna di Martino, grazie agli accordi tra lo stesso presidente e gli uffici di Ats Valpadana e dell’Asst di Cremona, sono stati programmati tamponi per tutti gli addetti del tribunale che da ieri si sono recati in ospedale per effettuare l’esame. “Ringrazio Ats e Asst”, ha detto il presidente di Martino, “in particolare Luigi Vezzosi, dirigente medico del Servizio Prevenzione delle Malattie Infettive, per la collaborazione prestata per le attività di tamponamento, pur se non strettamente dovute”. Il tampone è stato esteso in via facoltativa anche ai magistrati. Il locale dell’ufficio gip frequentato dal dipendente positivo è già stato sanificato. Per il momento verranno rilasciate solo copie online dei fascicoli dell’udienza preliminare ed è prevista la turnazione di due collaboratrici in udienza. Stop per almeno dieci giorni agli appuntamenti e blocco dei servizi relativi alle archiviazioni, decreti penali e tutte le attività gestite dal cancelliere in quarantena. Un altro caso di positività, questa volta di un pm, è stato registrato due settimane fa.

“Un’emergenza, quella del covid”, ha aggiunto il presidente del tribunale, “che in una realtà come quella di Cremona, già gravemente sotto organico, è micidiale”. Una mano, almeno per evitare la prescrizione con tutti questi periodi forzati di stop, arriva da due articoli contenuti nel decreto ristori bis del Governo che prevedono la sospensione della prescrizione laddove il processo dovesse rischiare di fermarsi per positività o quarantene o anche per l’impossibilità di spostarsi a causa dei vari divieti per coloro che sono chiamati a partecipare alle udienze.

L’attività del tribunale, che non si è mai fermata, continua oggi più che mai, visto l’aggravarsi dello stato della pandemia, ad essere scandita dalle misure anticovid. Nel settore penale si continua a celebrare i processi in presenza, ma le udienze vengono chiamate ad ora fissa, sono scaglionate per evitare assembramenti e sono a porte chiuse per il pubblico (ad eccezione della stampa). Per le udienze del settore civile e del lavoro, invece, soprattutto quelle che prevedono la presenza di altri soggetti, oltre ai difensori delle parti, continuano ad essere svolte in telepresenza. Anche per i detenuti dei processi penali c’è la possibilità di poter usufruire del collegamento audiovisivo. Ovviamente restano in vigore tutti i dispositivi di sicurezza, come la misurazione della temperatura all’ingresso, l’obbligo di indossare le mascherine, di disinfettarsi le mani con i gel messi a disposizione nei vari uffici del palazzo, e a mantenere la distanza di sicurezza.

Sara Pizzorni

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