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La morte di Sabrina Beccalli,
Pronta la perizia sui telefoni
Attesa per dna e tossicologico

Si muove qualche tassello sul caso di Sabrina Beccalli, la 39enne cremasca morta tre mesi fa e del cui omicidio è accusato il 45enne cremasco Alessandro Pasini, in carcere con le accuse di aver ucciso l’amica e di averne distrutto il corpo. L’esperto Luca Losio, a cui la procura aveva a suo tempo conferito l’incarico, ha pronta la perizia sui telefonini della vittima e dell’indagato. La relazione sarà depositata nelle prossime ore. Sotto la lente i messaggi tra i due, anche se alcuni di essi sarebbero stati cancellati da Pasini, e anche la geolocalizzazione del telefonino che potrebbe dare certezza su tutti gli spostamenti dell’unico sospettato di questo caso.

Nell’interrogatorio con il giudice, il 45enne aveva solo ammesso di averne bruciato il corpo e di aver tagliato il tubo del gas per far saltare l’abitazione della sua ex, dove la coppia si era incontrata, e cancellare le tracce. Non avendo avuto successo, aveva deciso, dopo essere andato in trattoria con alcuni amici, di caricare in auto il cadavere dell’amica e di farlo sparire appiccando il fuoco. I resti del corpo di Sabrina erano andati in parte distrutti perchè scambiati per la carcassa di un cane.

Intanto sono scaduti i due mesi che il medico legale Cristina Cattaneo e la collega Debora Mazzarelli, del laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, si erano prese per eseguire la perizia sulle ossa trovate nella Panda carbonizzata di Sabrina. Un esame difficile, quello del Dna, se si pensa il ruolo fondamentale giocato dal fuoco nell’intaccare pesantemente i reperti. Molto probabile, dunque, che si vada verso una proroga. Gli esami peritali chiariranno definitivamente, anche se ormai non dovrebbero esserci più dubbi, se si tratti dei resti di Sabrina, e potrebbero anche rivelare particolari essenziali sulle modalità della morte. Importanti saranno anche i risultati della perizia tossicologica dell’esperto Domenico Di Candia relativamente alla presunta assunzione di sostanze stupefacenti da parte di Sabrina, morta, a detta di Pasini, non per mano sua ma per colpa di un’overdose. Diversa la posizione della procura, che sostiene invece che la vittima sia stata uccisa dall’indagato dopo un’avance sessuale rifiutata.

Sara Pizzorni

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