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Sanzioni per 6000 euro
a camionista serbo: taroccato
il sistema anti-inquinamento

Seimila euro suddivisi in diverse tipologie di sanzione, sono stati comminati ad un autotrasportatore che  viaggiava violando le norme anti inquinamento imposte dalla normativa ai veicoli diesel. Gli agenti della squadra trasporti nazionali ed internazionali della Polizia Locale, giovedì scorso ha fermato sulla tangenziale un autoarticolato con targa serba (come l’autista)  diretto al casello autostradale, proveniente da un comune cremonese, con un carico di rame. Le verifiche degli agenti hanno accertato la presenza di un emulatore AdBlue che consente al veicolo di viaggiare come se fosse in funzione il dispositivo (obbligatorio per i veicoli commerciali diesel euro 6) che abbatte le emissioni inquinanti del gasolio.  Al contrario, l’emulatore interrompe il funzionamento del dispositivo ma non impedisce la marcia del veicolo che in questo modo inquina come se fosse un Euro1. Con gravi costi ambientali e facendo concorrenza sleale agli autotrasportatori ligi alle regole, se si pensa che i prezzi per una tanica da 10 litri di AdBlue partono da 14,95 euro sino ad arrivare a 30 euro nell’ipotesi in cui oltre all’additivo venga acquistato anche il kit per versare l’AdBlue nel serbatoio (fonte: automobile.it). AdBlue è un liquido additivo nebulizzato attraverso l’iniettore posizionato nell’impianto di scarico e consente di ridurre le emissioni inquinanti.

Oltre a questo è stata riscontrata anche la violazione della norma che impone precisi limiti temporali alla guida dei mezzi pesanti: sul camion in questione era infatti installato un dispositivo analogico non più autorizzato in Italia, anzichè quello digitale attualmente in vigore, che consente di taroccare molto più facilmente i tempi di guida e di riposo.  Ulteriore violazione: l’autotrasportatore, non era in regola con le varie autorizzazioni necessarie per i trasporti internazionali ed anche per questo è stato sanzionato. La cifra complessiva, pari a 6000 euro circa, è stata pagata all’istante da parte della ditta titolare.

Uno scenario non nuovo, purtroppo, per la squadra della Polizia Locale composta da 4 agenti e  appositamente istruita presso il comando di piazza Libertà per questo tipo di controlli, amministrativi e ambientali. Il tema della concorrenza sleale è uno dei cavalli di battaglia, in difesa della categoria, della Cna: “Ben vengano i controlli per combattere la concorrenza sleale e illegalità”, commenta Alessia Manfredini, responsabile responsabile Cna Fita Cremona.
“Spesso si assiste a forme di concorrenza sleale operate da vettori esteri che possono vantare minori costi a partire dalla manodopera, a cui poi si aggiungono forme di illegalità come manomissioni di dispositivi. Cna Fita tiene alta l’attenzione e plaude all’azione degli organi preposti ai controlli affinché questi siano severi nei confronti di chi pratica forme illegali nel settore dell’autotrasporto”. gbiagi

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