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Pesca sportiva, Bossi (Lega)
chiede di riaprirla anche nelle
zone rosse: 'E' sport individuale'

foto d'archivio

“Il Governo faccia chiarezza sulla pesca sportiva nelle Regioni caratterizzate come rosse e arancioni”, lo chiede Simone Bossi, senatore della Lega, primo firmatario dell’interrogazione, co-firmata anche dai senatori Giorgio Maria Bergesio, Gian Marco Centinaio, William De Vecchis, Gianpaolo Vallardi.

“A causa delle loro scelte – afferma Bossi in una nota –  c’è troppa confusione in merito: le Ordinanze del Ministero della Salute impongono la sospensione se non la forte limitazione della pesca sportiva nelle regioni rosse e arancioni; sul sito della Presidenza del Consiglio risulta che la disciplina sia limitata al comune di residenza, nelle zone arancioni, mentre è vietata nelle rosse. Una posizione del tutto illogica, che contrasta con la definizione della stessa Presidenza del Consiglio, che lo scorso 5 maggio riconosceva la pesca sportiva come attività sportiva individuale, dunque attività consentita, dal momento che è un’attività individuale, all’aperto, ed è possibile svolgerla nel rispetto del distanziamento sociale, senza creare assembramenti. Perché ora il Governo assume una posizione completamente opposta, rispetto a qualche mese fa, senza alcuna evidenza scientifica a supportarla? Queste scelte del Governo rischiano di creare un danno pesante al settore e alle tante aziende che vivono di questa realtà. Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per sapere quali siano le intenzioni del Governo per sollecitare un suo intervento per rendere l’attività della pesca sportiva praticabile, senza limiti, su tutto il territorio nazionale, trattandosi di una attività che, al pari delle altre consentite, si svolge in forma individuale e all’aperto, senza rischi per la salute delle persone”.

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